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Davos: Moscovici, "L'Europa deve investire di più"

Per il Commissario Ue agli Affari economici, essere usciti dalla crisi non basta per tornare ad essere competitivi in futuro

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Davos: Moscovici, "L'Europa deve investire di più"

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Sasha Vakulina, Euronews:

Il Fondo Monetario Internazionale lo scorso lunedì ha pubblicato il suo outlook. E’ molto positivo in termini di crescita attuale e di prospettive per il futuro. Ma parliamo dall’Europa. Qual‘è la situazione attuale e quali sono le previsioni ?

Moscovici:

Diffonderemo le nostre stime tra due settimane a partire da oggi ma non ho nessuno motivo per pensare che le nostre saranno diverse da quelle del Fondo Monetario Internazionale. Questo significa che l’economia euopea sta andando meglio, che abbiamo una forte crescita. Già nel 2017 era sostenuta, il migliore anno in dieci anni. Ciascun semestre è risultato più positivo dei precedenti e abbiamo già annunciato buone notizie per il 2018 e il 2019. Le finanze pubbliche sono in buone condizioni.

Non direi propriamente in ordine. Probabilmente due degli ultimi paesi rimasti Spagna e Francia, usciranno dalla procedura del deficit eccessivo. La media del deficit nell’Eurozona è 0.9%, quindi siamo lontani dal famoso 3%. Stiamo creando centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea e il tasso di disoccupazione sta diminuendo, un processo ancora lento.

Ma certamente la fiducia nell’economia è piu alta non solo rispetto agli ultimi dieci anni ma anche agli ultimi 15, 20. Quindi non dico che l’Europa “è tornata” perchè è sempre stata un importante attore a livello globale – piuttosto che l’Economia “è una soluzione”. Una parte della soluzione. Non è piu un problema. Siamo fuori della crisi economica ma dobbiamo ancora consolidare le fondamenta.

Sasha Vakulina, Euronews:

Qual‘é il fattore piu grande che ha contribuito alla crescita?. O si tratta di una ripresa naturale dalla crisi?

Moscovici:

Per prima cosa, siamo in un mondo che sta crescendo. E facciamo parte di questo mondo, quindi beneficiamo di questa crescita che sarà, stando a quanto ha detto il Fondo Monetario Internazionale, intorno al 3.9% e tutte le economie in via di sviluppo stanno andando verso la stessa direzione. Secondo, abbiamo corretto i danni della crisi.

Anche se qualcosa ancora resta. Penso al debito, ma abbiamo fatto un grande sforzo per consolidare le finanze pubbliche. Abbiamo costruito degli strumenti per rimediare alla crisi finanziaria, creato l’unione bancaria, lavorato molto per adattare le nostre strutture e rifiormato le nostre economie. E tutto questo non è finito.

Sasha Vakulina, Euronews:

Questa crescita e outlook positivo, come si traduce in termini di competitività a livello europeo?

Moscovici:

Ci sono ancora delle debolezze e dobbiamo esserne consapevoli. Non si tratta tanto dei mercati finanziari. Sono molte le riforme che sono state fatte, ma pensiamo anche al costo del lavoro. Ci sono anche economie che sono abbastanza innovative , ma direi che la nostra debolezza principale, quella di tipo strutturale riguarda la mancanza di investimenti.

Abbiamo bisogno di investire in più . Ed è per questo che tutti i nostri sforzi si devono dedicare a questo. Se vogliamo restare chi siamo, un’economia competitiva nel mondo del futuro. Da qui a 10 anni, abbiamo bisogno di investire ancora, quanto la Cina, quanto gli Stati Uniti ed è esattamente quello che la Commissione sta cercando di fare. L’investimento è il futuro se non investi non hai un futuro.

Sasha Vakulina, Euronews:

Fino a che punto la Brexit rappresenta un problema per questo processo, per la crescita e per uscire dalla crisi ? potrebbe ostacolare la ripresa?

Moscovici:

No. Ma certo non si tratta di una buona notizia. Non è positiva dal punto di vista politico. Perchè abbiamo costruito l’Europa sull’idea dell’unione e questo sarebbe il primo divorzio da un importante stato membro. E da un punto di vista economico è un male per il Regno Unito.

Se si osservano le stime del Fondo Monetario Internazionale, prima della Brexit, in Gran Bretagna la crescita era intorno al 2.5% e l’europa intorno all’1.2 / l’1.3%, adesso è quasi l’inverso. Dunque dobbiamo cercare di costruire una relazione tra l’Europa e il Regno Unito, fuori dall’Unione che sia solida, aperta e amichevole. Questo è uno degli aspetti più problematici della trattativa.

Sasha Vakulina, Euronews:

La commissione europea potrebbe arrivare a dare più tempo al Regno Unito?

Moscovici:

Non commento su questo. I colloqui ripartono a breve e stiamo entrando nella parte più difficile e decisiva di tutte. Il mio amico Michel Barnier si sta occupando di questo. Ma una cosa di cui siamo certi è che la Commissione europea, negozierà in nome dei 27 paesi membri, a difesa degli interessi dell’Unione Europea e con un sistema di proposte basato su dei principi.Uno di questi principi è molto semplice. Se sei fuori sei fuori, se sei dentro sei dentro. Essere fuori non significa essere dentro. Deve essere diverso, vedremo quanto.