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Davos 2018: costruire l'Europa del domani

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Davos 2018: costruire l'Europa del domani

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C‘è un timido segnale di tregua in Europa. E questo è quanto emerge anche dal WEF di Davos. Tra solide previsioni di crescita, calo della disoccupazione e un euro competitivo.

L’anno scorso l’eurozona ha superato le aspettative e quest’anno, seppur con un rallentamento, la Commissione europea prevede una crescita di poco superiore al 2%.Il 2018 potrebbe essere il momento in cui l’Unione porterà a termine la costruzione di un’unione monetaria più resiliente. La cautela resta d’obbligo: “Il compiacimento è il più grande nemico e in questo momento questa è la mia preoccupazione. Tutti parlano di ripresa, alcune persone parlano addirittura di un boom, attenzione perché siamo appena usciti da 10 anni di crisi. Non stiamo ancora crescendo alla velocità della luce, abbiamo lasciato indietro milioni e milioni e milioni di persone, bisogna continuare a lavorare, ci sono molti compiti da fare ancora”, ci spiega il Segretario Generale dell’OCSE Ángel Gurría.

Per Philip Jennings, Segretario Generale Uni Global Union, la costruzione di un’Europa più equa e inclusiva deve restare una priorità: “Abbiamo bisogno di pensare quanto guadagnano i lavoratori europei, gli aumenti dei salari che stiamo vedendo non tengono il passo con il grado di crescita economica che stiamo vedendo. I lavoratori hanno bisogno un ulteriore aumento di stipendio, se i lavoratori avranno più soldi in tasca da spendere, questo sarebbe un fattore scatenante per gli investimenti, sarebbe un fattore scatenante per un’ulteriore crescita. Senza un pilastro sociale, un pilastro inclusivo per le riforme economiche, non otterremo il risultato che vorremmo vedere.”

La ripresa del Portogallo

Nonostante le cifre di crescita siamo migliori del previsto in Europa, non siamo ancora fuori del tutto dalla recessione… Per avere un quadro più chiaro di ciò che sta succedendo abbiamo incontrato il Primo Ministro portoghese Antonio Costa.

euronews: Primo Ministro, grazie mille per essere qui con noi. Avete un’economia in crescita, un portoghese, Mário Centeno, a capo dell’Eurogruppo. Questo è l’anno del Portogallo, il 2018?

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “È il risultato di diversi anni di lavoro, abbiamo avuto successo per la crescita, nella creazione di posti di lavoro, grazie a una buona gestione fiscale e alla riduzione del debito. Pagheremo l’ultima tranche al FMI,e poi torneremo alle normali relazioni con il Fondo Monetario Internazionale, come abbiamo già fatto con l’Unione europea, perché abbiamo già terminato con la procedura di deficit eccessivo. Ora siamo concentrati sulla rinascita e sullo sviluppo del futuro del Portogallo.”

euronews: “Ecco il futuro del Portogallo. I portoghesi vedono questa situazione positiva e dicono “vorremmo che alcune misure di austerità fossero invertite”. In particolare, vorrebbero vedere aumenti salariali, aumenti delle pensioni. È nei vostri progetti per quest’anno?”

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “Abbiamo già completato questa fase, abbiamo già aumentato i salari e le pensioni che erano stati tagliati, abbiamo già fornito benefici sociali, quindi siamo entrati in un’altra fase. E abbiamo fatto tutto questo nello stesso tempo in cui abbiamo ridotto il nostro deficit in modo sostenibile. Abbiamo realizzato l’1,2% l’anno scorso, meno dell’1% quest’anno, abbiamo iniziato a ridurre il debito pubblico, abbiamo voltato pagina con l’austerità e ora siamo sulla strada della crescita.

euronews: “ Ma i portoghesi quando potranno effettivamente beneficiare di questo nella loro vita quotidiana?”

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “Sentono già i benefici. Non tutti certamente, ma il salario minimo è aumentato del 15% negli ultimi tre anni. I salari, negoziati dai sindacati, sono aumentati del 2,6% con un’inflazione all’1,4%. Quindi, le persone stanno già meglio. E un indicatore molto importante: fiducia e clima economico hanno raggiunto un livello storico.”

Una nuova Europa

euronews: “Stiamo vedendo un’Europa ridisegnata, per voi quali sono le priorità per questa futura Unione?”

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “La priorità è dare risposte concrete alle richieste dei cittadini. Sicurezza, occupazione, sono le richieste dei cittadini e per questo dobbiamo riformare l’Europa, per creare nuove risposte nel campo della sicurezza e nel campo della difesa. Dobbiamo investire nella ricerca, su soluzioni per il cambiamento climatico. Tutto deve essere fatto su una base solida, ecco perché è quanto mai importante la riforma della zona euro. Perché solo con una zona euro forte, avremo basi solide per costruire l’Europa del futuro.”

euronews: “C‘è il rischio che l’Europa diventi troppo predominante, la preoccupa questo?

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “No, penso che che siamo a corto di Europa. Per avere un’Europa più pressante è necessario avere una base solida. Ma avremo solide fondamenta solo se finiremo ciò che deve essere fatto nell’area dell’euro: concludere l’unione bancaria, l’unione di capitali e soprattutto avere un’euro-zona vantaggiosa per tutti i paesi, i paesi membri, e non solo quelli sviluppati. Questo approccio sarà il nodo cruciale dei prossimi mesi.”

euronews: “C‘è anche la questione chiave di una divisione in Europa, quale sarebbe il rischio maggiore per lei sotto questo fronte?”

Primo Ministro portoghese Antonio Costa: “Le fondamenta dell’Unione europea sono valori come libertà, democrazia, stato di diritto, e pace. Chi ha fondato l’Europa non può dimenticare che l’economia è solo uno strumento al servizio di questi valori. Dobbiamo tornare a questi valori per costruire l’Europa del futuro. Un’Europa per i cittadini, che rassicuri le persone che temono per il futuro del loro lavoro, per la minaccia dell’automazione, che rassicuri sul fronte del terrorismo e delle varie minacce che circondano l’Europa. E’ per questo che dobbiamo rafforzare la nostra capacità di difesa collettiva, lavorare insieme per affrontare la minaccia del terrorismo, lavorare per rimanere l’economia più dinamica, più innovativa in questo mondo che cambia.”