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Le proteste in Romania scatenano le reazioni di Bruxelles

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Le proteste in Romania scatenano le reazioni di Bruxelles

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Bruxelles lancia un appello al parlamento rumeno affinché riveda le recenti riforme giudiziarie, considerate contrarie all'indipendenza dei magistrati e che hanno portato in strada a protestare nel fine settimana Circa 50.000 persone.

"I nostri fratelli occidentali sono stati molto fortunati dopo la seconda guerra mondiale ad essere dalla parte giusta della cortina di ferro - ha commentato da davos il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki-. Dovremmo essere piuttosto sostenuti da Bruxelles e da altre capitali nei nostri sforzi per garantire standard migliori nella lotta alla corruzione".

A mostrare preoccupazione è anche il Parlamento europeo, che seguendo da vicino la situazione. Durante sua visita nel paese a novembre, Ana Gomes ha potuto parlare con la società civile. La deputata portoghese socialista ha rilevato che "si lamentano tutti dello stallo politico, quindi non sorprende che i cittadini si riversino nelle strade per chiedere che le questioni della corruzione ricevano un'attenzione particolare da parte delle autorità europee".

La Romania entrerà nella lista di quei paesi come Polonia, Ungheria e Malta che negli ultimi mesi sono stati oggetto di discussione sullo stato di diritto e il rispetto dei valori fondamentali dell'UE.

" Nella prossima sessione plenaria che si terrà all'inizio di febbraio a Strasburgo, discuteremo della minaccia allo Stato di diritto in Romenia, quindi tutti gli occhi delle istituzioni europee sono puntati sul Paese. Siamo tutti consapevoli che un governo contro il quale protestano 100 mila persone sta facendo qualcosa contro la volontà della propria gente ", spiega l'eurodeputato rumeno conservatore Siegfried Mureșan.