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Migranti: Amnesty accusa il Messico

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Migranti: Amnesty accusa il Messico

Migranti: Amnesty accusa il Messico
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REUTERS/Jose Luis Gonzalez
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José era un autista di autobus dell'Honduras, è stato ucciso dalla criminalità organizzata del suo Paese, la Mara, dopo essere stato respinto per 14 volte al confine con il Messico.

La sua è una delle storie contenute nel rapporto di Amnesty International sulla condizione di migliaia di centroamericani respinti.

Su circa 500 persone intervistate, il 75 per cento non era stato informato del diritto di poter chiedere asilo.

"I respingimenti rappresentano una violazione della legge messicana e del diritto internazionale che vieta di riportare una persona in un territorio in cui la sua vita o la sua sicurezza sono in pericolo - spiega Madaleine Penman di Amnesty International Messico - Ogni giorno, nonostante abbiano affrontato la morte, subito minacce e attacchi, ci sono persone dall'America centrale che vengono rimpatriate con il rischio di essere uccise".

In Guatemala, El Salvador e Honduras (il cosiddetto "Triangolo del nord") la violenza continua a essere generalizzata e i tassi di omicidio sono da quattro a otto volte superiori a quelli che l'Organizzazione mondiale della sanità considera "epidemici".

Si stima che 500.000 persone attraversino irregolarmente il confine meridionale del Messico ogni anno, circa la metà potrebbe avere diritto alla protezione internazionale come rifugiato, ma in realtà pochissime chiedono asilo.

Amnesty ha documentato anche casi di famiglie con bambini e neonati in detenzione per oltre 600 giorni e raccolto testimonianze di persone costrette a firmare per accettazione il decreto di espulsione.