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La legge scova-migranti divide l'opinione pubblica in Belgio

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La legge scova-migranti divide l'opinione pubblica in Belgio

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Fa discutere in Belgio il disegno di legge che autorizzerebbe le perquisizioni domiciliari da parte della polizia per arrestare gli stranieri che si trovano illegalmente sul territorio e che si rifiutano di eseguire l'ordine di allontanamento.

 Il dibattito si è scatenato sopratutto a seguito della creazione di un cordone di solidarietà da parte molte famiglie belghe, che hanno deciso di offire rifugio ai richiedenti asilo riversati presso il Parc Maximilien. 

"I belgi devono avere la possibilità di scegliere - afferma un ragazzo- questa è la mia opinione. La polizia può controllare ma certamente non puo entrare nelle case delle persone".

"Si tratta di un discorso delicato, so che sembra disumano quello che sto per dire ma le ONG non fanno la cosa giusta. Non vedo nulla di male se la polizia entra nelle abitazioni private", ribatte un'altra signora.

I magistrati criticano duramente il disegno di legge fortemente voluto dal ministro per l'immigrazione, il nazionalista Theo Francken. Secondo il presidente dell'associazione giudici istruttori, il teso sarebbe contrario all'indipendenza dei giudici e al principio dell'inviolabilità del domicilio, garantito dalla costituzione. 

"Il giudice istruttore è l'unico che può emettere mandati di perquisizione", spiega Philippe Van Linthout. "Ma uno dei principali obblighi professionali è quello di garantire i diritti e le libertà fondamentali degli individui, tra cui quella di sentirsi libero a casa propria. Come si dice: l'abitazione di una persona è il suo castello".

A partire dalla prossima settimana la commissione affari interni del parlamento federale belga terrà una serie di audizioni per valutare l'efficacia e la necessità della legge in discussione.