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Stati Uniti, stop temporaneo all'incubo Shutdown

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Stati Uniti, stop temporaneo all'incubo Shutdown

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All'avvicinarsi del quarto giorno di blocco totale delle attività amministrative, negli Stati uniti il cosddetto "shutdown" è finalmente rientrato. I democratici hanno accettato un compromesso sul bilancio che permetterà alla macchina amministrativa statunitense di ripartire almeno fino all'8 febbraio. 

"Oggi, poniamo fine allo shutdown di Trump - ha dichiarato la leader di minoranza Nancy Pelosi -ma questo non diminuirà la nostra azione, la nostra determinazione come Democratici, nell'andrare incontro ai bisogni degli americani e nel portare a termine il nostro lavoro".

Il riferimento di Pelosi è soprattutto al Daca, la sanatoria introdotta da Obama per gli immigrati irregolari arrivati negli States da bambini, che Trump aveva deciso di eliminare, dando il via al braccio di ferro che ha portato alla paralisi amministrativa: proprio il rinnovo della sanatoria, infatti, era la contropartita chiesta dai democratici per approvare il bilancio del Governo.  

"Non è certo il momento di scambiarci pacche sulle spalle" ha ammesso il repubblicano Paul Ryan, Presidente della Camera dei rappresentati.  "Abbiamo bisogno di imparare la lezione rispetto a quanto è asccaduto qui. Abbiamo bisogno di guardare avanti: sì, anche sul Daca e sul tema dell'immigrazione, E sì, anche sui finanziamento ai nostri militari, così che ottengano le risorse di cui hanno tremendamente bisogno. Decidiamoci ad affrontare, una volta per tutte, queste sfide urgenti".

La palla torna dunque nella metà campo di Trump, che ha tempo fino al prossimo 8 febbraio per ritornare sui suoi passi: a quella data, oltre al provvedimento di spesa temporaneo, andrà rinnovata la sanatoria per i cosiddetti "dreamers", gli immigrati regolarizzati da Obama, che in caso contrario rischieranno la deportazione.