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Usa: terzo giorno di shutdown, si cerca l'accordo

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Usa: terzo giorno di shutdown, si cerca l'accordo

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Reuters
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Terzo giorno di shutdown negli Stati Uniti. Lo Stato federale ha chiuso i rubinetti da venerdì a mezzanotte, quando il mancato accordo tra repubblicani e democratici ha portato alla paralisi. Sono da allora garantiti solo i servizi necessari. Alle 18, ora italiana, ci sarà un nuovo voto per autorizzare la spesa fino all'8 febbraio, ma non è ancora chiaro se i democratici voteranno a favore.

Mitch McConnel, leader repubblicano in Senato
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"C'è una vasta consapevolezza, da parte di tutti, che le leggi sugli immigrati irregolari arrivati da bambini e altre questioni hanno bisogno di una soluzione di compromesso - ha detto il leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell - Le negoziazioni sono andate avanti per mesi. Ma non possono andare da nessuna parte fin quando i senatori democratici non si rendono conto che il sentiero estremista tracciato dal loro leader non li porta da nessuna parte"

Sul tavolo dell'accordo tra le due fazioni c'è la legislazione sui "dreamers", gli immigrati irregolari arrivati negli Stati Uniti da bambini.

Chuck Schumer, leader democratico in Senato

"Gli americani sanno perché c'è questa disfunzione, è il presidente che funziona male - ha detto Chuck Schumer, leader democratico al Senato - Quindi siamo nello shutdown di Trump. E dei leader del partito che non si muovono senza di lui. E' lui che ha creato il caos e la paralisi in cui ci troviamo".

Intanto il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, ha deciso di mantenere aperti la Statua della Libertà e Ellis Island a spese dello Stato. I due 'monumenti' - come gli altri nel Paese gestiti dalle autorità federali - sono rimasti chiusi da quando è partito lo shutdown.