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Salone Internazionale dell'Alta Orologeria di Ginevra: orologi padroni del tempo

Il SIHH è uno di quei luoghi in cui gli strumenti che misurano il tempo la fanno da padrone: 35 tra i più prestigiosi orologiai al mondo hanno partecipato alla 28esima edizione dell'evento

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Salone Internazionale dell'Alta Orologeria di Ginevra: orologi padroni del tempo

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“Lascia che ogni uomo sia padrone del suo tempo”, scriveva Shakespeare nel MacBeth.

Il Salone Internazionale dell’Alta Orologeria di Ginevra è uno di quei luoghi in cui il tempo, o più precisamente gli strumenti che lo misurano, la fanno da padrone.

Trentacinque tra le più prestigiose Maison al mondo (18 marchi storici: A.Lange & Söhne, Audemars Piguet, Baume & Mercier, Cartier, Girard-Perregaux, Greubel Forsey, Iwc, Jaeger-LeCoultre, Montblanc, Officine Panerai, Parmigiani Fleurier, Piaget, Richard Mille, Roger Dubuis, Ulysse Nardin, Vacheron Constantin, Van Cleef & Arpels, e 17 produttori indipendenti,riuniti nel Carre des Horlogiers) hanno partecipato alla 28esima edizione dell’evento dedicato ai professionisti del settore.

Per il secondo anno consecutivo, l’ultimo giorno della mostra è stato aperto al pubblico.

Fabienne Lupo, Direttrice SIHH:

“Da due anni siamo in un periodo di rallentamento; il 2017 ha visto un aumento dell’export dell’orologeria svizzera limitato al 3-3,5%. Il 2018 dovrebbe seguire la stessa tendenza”.

Sotto i riflettori, quest’anno, le celebrazioni per il 150esimo anniversario di IWC.

Per festeggiare l’evento, il marchio, metà statunitense e metà svizzero, ha proposto una scenografia con una sorta di antica macchina del tempo e un’artigiana orologiaia.

Christoph Grainger-Herr, Amministratore IWC:

“La nostra storia è iniziata con un mastro orologiaio statunitense, partito da Boston per la Svizzera, che seppe unire l’artigianalità elvetica con la tecnologia industriale americana: l’opera alle mie spalle è una macchina del tempo che collega tutte le diverse epoche e storie di IWC, mettendo al centro la figura degli artigiani orologiai”.

Quest’anno tra gli espositori ha fatto il suo esordio la casa Montre Hermès, che ha aderito al SIHH dopo aver annunciato la sua rinuncia a Baselworld, l’altra famosa esposizione mondiale di orologi, che si tiene in Svizzera.

Laurent Dordet, Amministratore La Montre Hermès:

“Per noi, entrare nel circolo ristretto del Salone dell’alta orologeria è sia un punto di arrivo che un riconoscimento per tutto ciò che Hermès ha fatto negli ultimi 15 anni, per aver costituito un know-how, creato una linea di orologi e aver costruito un vero polo produttivo in Svizzera, che impiega 300 persone”.

Negli ultimi anni il mercato degli orologi di lusso ha subito una fase di inflessione a causa di diversi fattori.

Una delle ipotesi più comuni era che l’industria degli orologi di fascia alta fosse stata danneggiata dagli smartwatch. Oggi, però, gli addetti ai lavori ritengono che i rivali hi-tech non rappresentino più una minaccia.

Nicolas Bos, Amministratore Van Cleef & Arpels:

“La funzionalità dell’orologio non è più il primo obiettivo, ci sono ovviamente molti modi per dire l’ora, leggere l’ora e non è più necessario avere un orologio per questo. Ciò che l’orologeria più tradizionale può apportare è invece il piacere, l’emozione di qualcosa che va oltre la funzione pratica”.

Laurent Dordet, Amministratore La Montre Hermès:

“Potremmo avere uno smartwatch durante il giorno per motivi pratici e quando vogliamo sentirci eleganti, avere un rapporto quasi intimo con l’oggetto e sentirsi bene con sé stessi, credo nel comfort e nell’eleganza che un orologio di fabbrica può apportare. Penso che oggi ci sia spazio per entrambi e non sono particolarmente preoccupato”.

La differenza tra un oggetto puramente industriale ed uno artigianale sta nel processo di creazione: dietro un orologio meccanico, vi sono anni di studi che includono svariate discipline, creatività e un meticoloso lavoro di realizzazione da parte di abili artigiani.

Fabienne Lupo, direttore SIHH:

“Nell’orologeria, e nell’alta orologeria in particolare, ci sono più di quaranta mestieri, che sono spesso di tipo artigianale, tante cose sono fatte a mano, con tecniche antiche, ovviamente, modernizzate grazie alle innovazioni tecnologiche e ai nuovi materiali. E’ davvero un’industria in cui abbiamo questa dualità: tradizione e innovazione”.

Quest’universo di creazioni e mestieri artigianali dimostrano che quando si parla di ingegnosità ed eleganza, l’alta orologeria è ancora padrona del suo tempo.