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Grecia e Macedonia: la disputa sul nome arriva all'Onu

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Grecia e Macedonia: la disputa sul nome arriva all'Onu

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Tra Grecia ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia c'è voglia di raggiungere un accordo dopo 25 anni di contenzioso sul nome.

La Grecia ritiene che il termine Macedonia appartenga esclusivamente al patrimonio storico e culturale ellenico e i rappresentanti dei due Paesi si incontrano nelle prossime ore, sotto l'egida delle Nazioni Unite, per arrivare ad un'intesa che possa consentire a Skopje l'accesso all'Unione europea e alla Nato.

"Il nuovo governo macedone sembra fare nuove aperture, almeno a parole, perché non ha fatto seguire azioni concrete - sostiene Aggelos Syrigos, professore di Diritto Internazionale all'Università di Panteion di Atene - Ma c'è il desiderio degli Stati Uniti di far aderire l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia alla NATO entro giugno. Quindi, ci sono enormi pressioni su entrambe le parti per trovare una soluzione".

Tra le varie possibilità c'è quella del nome 'Nuova Macedonia' per il Paese ex jugoslavo, ma su questo punto l'opposizione macedone già paventa l'ipotesi di un referendum confermativo.

"Ci sarà una proposta sul nome del paese, una per il nome della popolazione e una proposta per il nome della lingua e ci saranno altrettante proposte per ciascun nome già utilizzato in entrambi i Paesi con la parola Macedonia - aggiunge il professor Syrigos - Sembra che ci possa essere anche una discussione sul nome della Chiesa slavomacedone che è diventata indipendente molti anni fa dalla Chiesa serba''.

La risoluzione della questione del nome rappresenterebbe una vittoria sia per Skopje che per Atene: la Grecia trarrebbe un vantaggio economico e la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia beneficerebbe dell’integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche.

"Qualche ora prima dell'avvio dei colloqui a New York, il negoziatore ONU manifesta ottimismo sulla disponibilità di entrambe le parti a trovare una soluzione - conclude la giornalista di euronews, Fay Doulgkeri - Una soluzione che darebbe ad Atene un ruolo importante nella regione dei Balcani".