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Davanti a una corte militare israliana la sedicenne palestinese Tamimi

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Davanti a una corte militare israliana la sedicenne palestinese Tamimi

Davanti a una corte militare israliana la sedicenne palestinese Tamimi
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Dopo un mese di carcere, la sedicenne palestinese Ahed Tamimi è comparsa davanti al tribunale militare israeliano di Ofer, che dovrà decidere se tenerla in carcere fino al processo o rimetterla in libertà. La ragazza è stata arrestata con la madre e una cugina dopo che si era diffuso sul web un video in cui la si vede colpire un soldato israeliano, che rimane impassibile.

L'avvocato che difende la ragazza, invocando la Convenzione internazionale sui diritti dei minori, ha chiesto per lei gli arresti domiciliari.

"C'è una differenza abissale tra la legge che si applica ai coloni che vivono nei territori occupati e quella che si applica ai palestinesi. La differenza è evidente ed è crudele, e fa si che adulti accusati di fatti più brutali di quelli attribuiti ad Ahed, siano rimessi in libertà e non mantenuti agli arresti fino alla fine del processo".

Ahed Tamimi, divenuta ormai la mascotte della causa palestinese, é figlia di due attivisti che vivono in Cisgiordania. Il video all'origine del suo arresto è stato girato davanti alla sua casa, a Nabi Saleh, in seguito alle proteste popolari scatenate dall'annuncio del presidente Trump di trasferire l'ambasciata a Gerusalemme. Proteste che hanno causato la morte di 17 palestinesi.