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Le fake news nel mirino della Commissione europea

Istituito un gruppo di esperti che servirà all'esecutivo europeo a sviluppare una strategia europea per contrastare la circolazione di notizie false sui social network e non solo

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Le fake news nel mirino della Commissione europea

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REUTERS/Dado Ruvic/File Photo
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Nessuno sa darne una definizione precisa ma la loro proliferazione inquieta politici ed esperti. Per contrastare le c.d. "fake news" la Commissione europea lunedì ha istituito un panel di 39 specialisti in notizie false e disinformazione online. 

Point of view

La questione della responsabilità e del ruolo delle piattaforme online e dei social network è tra le nostre priorità

MARYA GABRIEL Commissaria europea per l'economia e le società digitali

A partecipare al gruppo di lavoro ci saranno anche i big come Facebook, twitter e Google. "La questione della responsabilità e del ruolo delle piattaforme online e dei social network è tra le nostre priorità - spiega Mariya Gabriel, Commissaria europea per l'economia e le società digitali -. Vorrei che questi esperti ci dicano di quale responsabilità si tratta. Quali strumenti abbiamo e quindi darci consigli, orientamenti a livello europeo, su cosa possiamo fare". 

La lista completa dei 39 specialisti è consultabile qui.

Se il tema delle bufale è diventato rilevante durante la campagna sul referendum per la Brexit, ha avuto invece un ruolo centrale nella corsa dell'allora candidato alla presidenza americana Donald Trump, che ha intrapreso una vera e propria crociata contro quelle notizie sul suo conto, a suo dire, false.

"Il problema con i grandi social network - spiega un esperto dello European centre for press and media freedom- è che ovviamente il loro principale interesse è mettere insieme informazioni, ottenere più clic possibili e raccogliere i profili degli utenti. Quindi non possono essere davvero interessati a ridurre il il volume del traffico che già hanno".

I colossi dei social media si sono impegnati a monitorare i contenuti pubblicati dai loro utenti e a contribuire allo sviluppo di una strategia europea entro la prossima primavera.

Non è la prima volta che Bruxelles cerca di arginare la circolazione di notizie false che hanno come scopo quello di influenzare l'opinione pubblica. Per contrastare la propaganda pro-Cremlino il Servizio europeo per l'azione esterna ha istituito nel marzo del 2015 un team capace di smascherare le notizie piu' stravaganti aventi ad oggetto fatti non accaduti o dati non veritieri. 

Finora sono 3.500 i casi di disinformazione raccolti dal portale EU vs Disinformation, un database internazionale accessibile al pubblico che raccoglie relazioni, studi e articoli di diversi autori relativi alla propaganda Russa e alla sua ingerenza nel panorama mediatico europeo.