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Il CES di Las Vegas parla sardo

Con 7 start up, su 47 italiane partecipanti, la Sardegna si presenta alla fiera dell'elettronica come la più innovativa, tecnologicamente parlando

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Il CES di Las Vegas parla sardo

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Las Vegas come ogni anno ospita il CES, o Consumer Electronics Show, una delle più importanti fiere dell’elettronica al mondo.

Per la prima volta la presenza italiana si fa sentire, con 47 imprese. Ed è la Sardegna la regione con il numero più alto di start up innovative: in 7 hanno superato la difficile selezione, per poter partecipare a quest'incredibile vetrina.

"Lifely è una start up italiana, nata nel 2015, con l'obiettivo di dare voce alle piante", spiega Antonio Solinas, CEO di Lifely. "E' un sensore che ti permette di monitorare lo stato della pianta. I dati vengono trasmessi sul web e nel web vengono trasformati in frasi umane. La pianta dice: ho sete, ho caldo, ho freddo, dammi acqua non darmi acqua".

"Cube Controls è una piccola azienda, che al momento si sta concentrando sulla produzione di periferiche di fascia alta per simulatori di guida", dichiara Massimo Cubeddu, CTO della start up. "Quindi volanti per simulatori, simili in tutto e per tutto a quelli utilizzati sulle vetture del motorsport reale".

Il CES, che si conclude questo venerdì, esiste dal 1967, quando venne organizzata la prima edizione. Da quel momento, è diventato uno dei punti di riferimento per gli appassionati di hi-tech e la miglior occasione per le società tecnologiche, di mostrare i loro prodotti.