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Ue, Corte di giustizia: prima vittoria gay

Uguali diritti per i coniugi gay anche nei Paesi che non riconoscono le nozze omosessuali. Così l'avvocato generale della Corte europea, Melchior Wathelet. Parere non vincolante ma spesso anticipa la sentenza

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Ue, Corte di giustizia: prima vittoria gay

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Uguali diritti per i coniugi gay in tutta l'Unione europea, anche in quei Paesi che non riconoscono le nozze fra omosessuali.

Questo il parere dell'avvocato generale della Corte di giustizia dell'Unione europea , Melchior Wathelet, nelle conclusioni pubblicate questo giovedì, 11 gennaio, sulla causa intentata da un cittadino rumeno contro le autorità nazionali che avevano negato al coniuge, un cittadino americano, il diritto di soggiornare in Romania. La Romania, non riconoscendo le nozze gay, non prevede per le coppie omossesuali il ricongiugimento familiare; le conclusioni dell'avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue si basano sulle disposizioni in materia di libera circolazione dei cittadini e vanno nella direzione di una maggiore tutela dei diritti in seno all'Unione stessa.

Robert Hamilton:

"Sono felice di questo parere che potrebbe permettermi un giorno di risiedere con mio marito in Romania".  

Le conclusioni dell'avvocato generale non sono vincolanti ai fini della sentenza, ma molto spesso anticipano la decisione finale dei giudici europei.

 Adrian Coman:

"Ancora non ci crediamo, perché l'impatto di questo parere può andare al de là della nostra storia e oltre la stessa Romania".