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Grecia, i musulmani potranno scegliere la giustizia secolare invece della Sharia

La riforma permettere ai membri della minoranza musulmana, soprattutto in Tracia, di sposarsi, divorziare ed ereditare secondo il diritto ordinario. I mufti, giudici religiosi musulmani nominati dallo Stato greco, avevano competenza unica negli affari di famiglia di oltre 100mila persone

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Grecia, i musulmani potranno scegliere la giustizia secolare invece della Sharia

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REUTERS/Alexandros Avramidis
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La Grecia ha votato in favore di una legge che permette ai musulmani nel Paese di avvalersi del sistema di giustizia secolare per risolvere le dispute familiari invece che doversi affidare per forza alla legge islamica della Sharia, mettendo fine ad un obbligo di ormai quasi un secolo. 

La norma, approvata dal Parlamento martedì 9 gennaio, consente ora alle persone di fede islamica di presentarsi davanti ad un tribunale greco per le cause di divorzio, custodia dei figli e per questioni legate all'eredità invece di fare ricorso ai giuristi noti come mufti, giurisperiti musulmani autorizzati ad emettere fatwa e in passato oggetto di critiche per discriminazione nei confronti delle donne. 

REUTERS/Francois Lenoir

Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha definito la decisione "un passo storico" che "estende l'eguaglianza davanti alla legge di tutti i greci". 

La questione era un retaggio dei trattati redatti tra Grecia e Turchia in seguito al crollo dell'Impero ottomano.

Il Trattato di Sevres del 1920 e il Trattato di Losanna del 1923 stabilivano che le usanze islamiche e la legge religiosa avrebbero dovuto essere applicate alle migliaia di musulmani diventati cittadini greci.  

Nel Paese vivono attualmente circa 110.000 musulmani che risiedono principalmente nella regione rurale nord-orientale della Tracia, al confine con la Turchia.

Le modifiche adottate martedì fanno seguito ad un reclamo presentato da una vedova musulmana 63enne, portato dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo, per una controversia ereditaria con le sorelle del defunto marito.

La donna aveva inizialmente vinto un appello davanti giustizia secolare greca, ma nel 2013 la Corte suprema stabilì che solo un mufti avrebbe avuto il potere di decidere su questioni ereditarie che coinvolgevano membri della minoranza musulmana.

In un comunicato, Tsiparas ha scritto che, in quanto membro dell'Unione europea, la Grecia si impegna a rispettare la Convenzione europea dei diritti dell' uomo. Ha aggiunto che il Paese deve muoversi costantemente verso riforme che "difendano i diritti e la qualità della vita" della minoranza musulmana in Tracia.