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Ue-Polonia, operazione distensione: Morawiecki incontra Juncker

Il primo ministro polacco in missione a Bruxelles cerca di distendere le relazioni con l'Ue, dopo che la Commissione ha dato luce verde alla procedura d'attivazione dell'articolo 7

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Ue-Polonia, operazione distensione: Morawiecki incontra Juncker

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Cercare di distendere le relazioni tra Polonia e Unione europea passando un colpo di spugna sulla politica dei predecessori. È l'obiettivo della missione a Bruxelles del primo ministro polacco Mateusz Morawiecki. Ma il rimpasto di governo, secondo i suoi oppositori, sarebbe solo un ritocco cosmetico, che non porterebbe a nessun reale cambiamento.

Dice Michał Boni del Ppe: "Penso che probabilmente Morawieczki potrebbe dire: non sono responsabile di alcune delle decisioni prese nel 2016 e nel 2017, sono il nuovo primo ministro, quindi bisogna attribuirmi i meriti del lavoro del mio governo".

Pomo della discordia, la riforma del sistema giudiziario, che secondo Bruxelles violerebbe lo stato di diritto. La Commissione ha lanciato la procedura per attivare l'articolo 7 del Trattato sull'Unione europea, che potrebbe portare a imporre sanzioni alla Polonia, inclusa la sospensione del diritto di voto, ma non solo.

Karl-Heinz Florenz, altro eurodeputato popolare, è favorevole all'articolo 7, ma non a tutte le possibili sanzioni: "Tagliare il Fondo di coesione - commenta - sarebbe una misura molto severa. Suggerirei quindi di esaurire tutti i modi possibili di trovare un accordo con il governo polacco prima di considerare quest'opzione. Stiamo cercando di riportare a bordo i nostri amici polacchi".

All'ordine del giorno dell'incontro con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker non potrà mancare la questione migratoria. Dall'inizio della crisi Varsavia non ha accolto nessun profugo.