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Emma Bonino, dalle battaglie civili all’impegno in Europa: una vita in corsa

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Di Euronews
Emma Bonino, dalle battaglie civili all’impegno in Europa: una vita in corsa

Articolo a cura di Eleonora Chiarella

*Video a cura di Simona Zecch**i *

*“Il diritto a manifestare in maniera non violenta è un pilastro irrinunciabile della democrazia, come lo sono il pluralismo e la tolleranza. Non ci può essere alternativa alla via del dialogo e del confronto. Il dialogo è, in realtà, lo strumento dei forti. Il ricorso alla forza o alla violenza è spesso espressione di debolezza." ***(Bonino, Camera dei Deputati, 2013)**

Parole non recenti queste della storica radicale ora europeista **Emma Bonino **ma pur sempre al centro delle tematiche da lei perseguite.

Emma Bonino comincia la sua attività politica nel 1975, fondando il **CISA (Centro Informazione sulla Sterilizzazione e l’Aborto) **e promuovendo il referendum relativo alla legalizzazione dell’aborto in Italia. Tra il 1970 e il 2000, porta avanti iniziative a favore della legalizzazione delle droghe, promuove il referendum italiano contro il **nucleare **(1986) e viene eletta più volte al Parlamento Europeo e alla Camera dei Deputati nelle fila del Partito Radicale e della Rosa nel Pugno.

Negli anni ‘90, in particolare, Emma Bonino diventa Presidente del Partito Radicale Transnazionale e Commissario Europeo per le** emergenze umanitarie**. 

All’inizio del 2000, invece, viene scelta come Ministro del commercio internazionale (2006), Ministro delle politiche europee (2006) e Vice Presidente del Senato della Repubblica (2008).

In tutti questi anni, Emma Bonino s’impegna anche e soprattutto in cause internazionali legate alla società civile, adottando spesso la pratica della “non violenza”(disobbedienza civile, sciopero della fame e della sete,ecc.) resa nota dal Mahatma Gandhi e perseguita poi dal Partito Radicale. Fonda diverse associazioni internazionali come *“Food and Disarmament International” *contro la fame nel mondo (1978), *“Non C’è Pace senza Giustizia” *per la salvaguardia dei diritti umani (1993) e “Nessuno Tocchi Caino” a favore dell’abolizione della pena di morte nel mondo (1993).

Particolare attenzione la Bonino l’ha riservata alla lotta contro la discriminazione delle donne in Afghanistan e la pratica delle mutilazioni genitali femminili in Medio Oriente e Africa.

Nel gennaio del 2015 informò l'opinione pubblica di essere affetta di tumore al polmone, ma rese nota l'uscita dalla malattia lo scorso ottobre. Una malattia di cui però non si è mai dichiarata vittima.

Con l’ultima entrata in campo della Bonino, affiancata dal leader di Centro Democratico (CD)** Bruno Tabacci** che ha permesso la “qualificazione” della lista "Europa+" alle prossime elezioni, l’Europa torna in cima all’agenda politica insieme al rilancio della costruzione degli Stati Uniti d’Europa.