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Brasile: aborto, la parola alle donne

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Brasile: aborto, la parola alle donne

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A fronte di regole sempre più stringenti, in Brasile le donne stanno uscendo dall'ombra per raccontare le loro storie, nella speranza di sostenere il diritto all'interruzione di gravidanza, che salvo rare eccezioni è illegale.

Attualmente, infatti, l'aborto è ammesso solo in caso di rischio di morte per la gestante, o di gravidanza derivante da stupro.

"Ho messo da parte perso la vergogna - dice questa donna -, penso che dobbiamo parlare, possiamo non farlo considerare un reato, bisogna porre fine alla criminalizzazione di noi donne, è così difficile dover passare attraverso un aborto illegale e mantenerlo segreto".

"Se è solo per di avere un bambino - afferma un'altra signora -, allora non è una decisione scaturita dall'amore, ma che viene escusivamente dal dolore ".

Una Commissione speciale della Camera dei Deputati ha previsto di recente il riconoscimento del diritto alla vita sin dal concepimento.

Erika Kokay, membro del Congresso, dice: "Le vite delle donne contano, non possiamo legiferare in favore dello stupro, il che significherebbe l'obbligo di mantenere una gravidanza che è il risultato dello stupro".

Varie marce si sono tenute a Rio e in tutto il Brasile, in favore della legalizzazione dell'aborto e contro la legge avallata dal Congresso.

Si stima che tra le 400 e le 800 mila donne abortiscano ogni anno in Brasile, la stragrande maggioranza di esse in maniera illegale.