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Ue: il fronte del dissenso centro orientale serra i ranghi

Varsavia e Budapest puntano a una cooperazione rafforzata. La Commissione Ue si mostra conciliante

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Ue: il fronte del dissenso centro orientale serra i ranghi

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Il fronte del dissenso dell’Europa orientale serra i ranghi.

Varsavia si rivolge al suo principale alleato dopo che Bruxelles ha avviato la procedura per poter attivare l’articolo 7 del Trattato di Lisbona con cui la Polonia potrebbe essere sanzionata per violazione dello stato di diritto. L’esecutivo europeo non si scompone e si mostra conciliante.

“Come sapete – ha risposto una delle portavoci dell Commissione europea, Mina Andreeva, a una nostra domanda – la Commissione è sempre a favore del dialogo, questo è quel che facciamo, è in questo spirito che il presidente Juncker ha invitato il primo ministro Morawiecki a venire in visita alla Commissione europea. E questa visita è confermata per il 9 gennaio”


Il primo ministro ungherese Vicktor Orban ha fatto sapere nei giorni scorsi che Budapest voterà contro l’articolo 7, il che impedirebbe alla procedura di superare la prima fase.

I due paesi, che condividono politiche conservatrici soprattutto per quanto riguarda il ricollocamento dei profughi, punterebbero a una cooperazione rafforzata a livello europeo ma anche in seno al Gruppo di Visegrad.