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Bolivia: disordini per lo sciopero dei medici

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Bolivia: disordini per lo sciopero dei medici

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Ancora disordini a La Paz, in Bolivia, ad un mese dall'inizio dello sciopero dei medici che sta paralizzando l'intero paese. I manifestanti in camice bianco lanciano biglie, pietre e petardi, l'esercito risponde sparando proiettili di gomma e lacrimogeni ed effettuando arresto. Lo sciopero è iniziato dopo la decisione del presidente Evo Morales di inserire nel nuovo codice penale un articolo che punisce severamente, anche con il carcere, ogni negligenza ed errore dei medici.
Inoltre, un decreto governativo ha di fatto aumentato le tasse che i dottori debbono pagare allo stato. 

Numerose le manifestazioni, sventola ovunque la bandiera rosso-giallo-verde della Bolivia. In questi 30 giorni di sciopero, sono stati rinviati 8000 interventi chirurgici e annullate 500.000 visite mediche. Una cifra impressionante per un paese di 11 milioni di abitanti. E intanto fioccano le denunce dei pazienti piu' gravi. 

Le manifestazioni si sono estese anche ad altre città, come Sucre e Santa Cruz. .

Ai medici è stata espressa solidarietà dai cittadini, ma anche da altre categorie professionali: farmacisti, avvocati, ingegneri e dottori di altri paesi, come quelli di Brasile e Paraguay. 

Non mancano proteste estreme, fino allo sciopero della fame.

Il governo intende correre ai ripari con "i giorni della salute", visite mediche per strada effettuate da medici stranieri, ma di lingua ispanica. In arrivo già una trentina di dottori cubani. 

La Chiesa cattolica boliviana, le associazioni per i diritti umani e le stesse Nazioni Unite - che definiscono questa "un'emergenza sanitaria nazionale" - invitano le parti al dialogo, ma per ora la distanza rimane siderale: sia il sindacato dei medici che il presidente Morales appaiono irremovibili sulle loro posizioni.