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No delle Nazioni Unite a Gerusalemme: le reazioni

Secondo il capo dei negoziatori palestinesi, Saeb Erekat, "e' un giorno per la pace". Per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si tratta di "teatro dell'assurdo".

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No delle Nazioni Unite a Gerusalemme: le reazioni

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Nella sua casa di Ramallah, Saeb Erekat - capo dei negoziatori palestinesi - osserva in televisione l'assemblea generale delle Nazioni Unite, che giovedi ha bocciato la risoluzione degli Stati Uniti per trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme.

128 paesi hanno votato contro, tra cui l'Italia e tutti i principali paesi dell'Unione Europea. 9 paesi hanno votato a favore. 35 si sono astenuti.

"Questo è un giorno per la pace", commenta Erekat, "questo è il giorno nel quale la comunità internazionale ha detto che la soluzione dei due stati sulla linea del 1967 è fattibile, lo stato di Palestina con Gerusalemme Est come capitale, per vivere fianco a fianco CON lo stato di Israele in pace e sicurezza".

Dopo l'unilaterale decisione del presidente americano Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d'Israele, nella Città Santa regna la tensione.

Interviene il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu: "Israele rifiuta questa assurda decisione. Gerusalemme è la nostra capitale, lo è sempre stata, lo sarà sempre, ma apprezzo il fatto che un numero crescente di paesi si rifiuti di partecipare a questo teatro dell'assurdo. Voglio esprimere nuovamente il nostro ringraziamento al Presidente Trump e all'Ambasciatrice Haley, per la loro difesa di Israele e la loro difesa della verità".

La moschea di Al Aqsa, la Cupola della Roccia, la stella di David. Il presente e il futuro di Gerusalemme e' legato molto anche ai suoi simboli.