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Catalogna: elettorato diviso tra indipendentisti, costituzionalisiti e la terza via dei socialisti

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Di Euronews
Catalogna: elettorato diviso tra indipendentisti, costituzionalisiti e la terza via dei socialisti

<p>La sfida del movimento indipendentista della Catalogna al governo centrale ha raggiunto il suo apice lo scorso ottobre con la <strong>dichiarazione unilaterale di indipendenza</strong> del Parlamento catalano. Una mossa che ha portato il premier Mariano Rajoy ad attivare l’<strong>articolo 155 della Costituzione</strong> e a convocare nuove elezioni regionali.</p> <p>La campagna elettorale si è svolta in un contesto insolito, con l’ex presidente <strong>Carles Puigdemont</strong> in esilio a Bruxelles e l’ex vicepresidente <strong>Oriol Junqueras</strong> in carcere. <strong>Josep Rull</strong>, ex componente del governo destituito, è uno dei candidati di <strong>Junts per Catalunya</strong>, la nuova coalizione guidata di Puigdemont.</p> <p>“Il nostro obiettivo – ha detto Rull a euronews – è quello di ripristinare la normalità democratica in Catalogna. Questo significa <strong>ripristinare il governo legittimo</strong>, con Puigdemont alla sua guida. Vogliamo la liberazione dei prigionieri politici e vogliamo anche che Puigdemont e gli altri membri del governo in esilio tornino in Catalogna”.</p> <p>Oltre a dividere la società catalana, la battaglia politica e legale ha aperto delle crepe anche nel movimento indipendentista. Mentre <strong>Puigdemont insiste con la promessa di rendere la regione uno stato indipendente</strong>, gli ex alleati di <strong>Ezquerra Republicana</strong> hanno preferito tornare a concentrarsi sulle questioni sociali più urgenti. In base gli ultimi sondaggi Ezquerra Republicana è il partito del blocco separatista con il maggior numero di preferenze.</p> <p>Per quanto riguarda il cosiddetto blocco costituzionale, i sondaggi attribuiscono al Partito Socialista di Catalogna* il 14% circa delle preferenze. Il leader del partito, <strong>Miquel Iceta</strong>, ha concentrato la sua campagna sulla creazione di posti di lavoro e sulla crescita economica. <strong>I socialisti sono favorevoli a quella che chiamano una *“terza via” alla questione catalana</strong>. Il partito è contrario all’indipendenza, ma è favorevole a una maggiore autonomia su diverse materie.</p> <p>“C‘è una terza via – ha detto a euronews la candidata dei socialisti Eva Granados – la via di <strong>un federalismo che non consiste nella separazione dalla Spagna</strong> ma punta ad un migliore sistema di finanziamento e ad una maggiore autonomia politica”.</p> <p>Il federalismo non fa parte del programma del <strong>Partito Popolare</strong> catalano. L’unità della Spagna prima di tutto è il motto alla base della campagna elettorale dei conservatori guidati da <strong>Xavier Albiol</strong>. Ma anche se secondo gli ultimi sondaggi i partiti indipendentisti non sono certi di avere la maggioranza nel futuro parlamento, i popolari non hanno troppi motivi per festeggiare vista <strong>l’ascesa di Ciudadanos</strong>, che negli ultimi mesi ha guadagnato consensi a spese dei rivali e guida le preferenze degli elettori della galassia costituzionalista.</p> <p>In una campagna elettorale fortemente polarizzata, c‘è chi ha provato ad andare aldilà della divisione tra indipendenza e costituzionalismo, come ad esempio la coalizione <strong>Catalunya in Comun-Podem</strong> guidata dal sindaco di Barcellona <strong>Ada Colau</strong>, che nel corso della campagna elettorale non ha preso posizione sul tema, preferendo concentrarsi su questioni sociali. “Dopo il voto – ha detto a euronews Marta Ribas – <strong>non negozieremo con chi difende l’unilateralismo o con chi è favorevole all’articolo 155</strong>. Stringeremo degli accordi basati unicamente su un’agenda politica di sinistra”,</p> <p>Come abbiamo scritto sopra Ciudadanos guida il fronte dei partiti pro-unità. La candidata alla presidenza <strong>Ines Arrimadas</strong> si è detta contraria ad ogni spinta secessionista, attirando quella parte dell’elettorato che chiede una soluzione immediata alla crisi che ha privato la regione della sua autonomia. </p> <p>Un <strong>parlamento senza maggioranza</strong> sembra però essere il risultato più probabile delle elezioni in programma giovedì. Secondo i sondaggi ci sarà <strong>un’affluenza elevata</strong> e un <strong>testa a testa serrato tra i partiti pro e contro l’indipendenza</strong>. Accordi e negoziati saranno indispensabili per eleggere il prossimo presidente del governo catalano.</p>