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Austria: giura il governo con l'estrema destra

La cerimonia accompagnata da proteste in strada e moniti del Capo di Stato. Dal Presidente Van der Bellen un appello a "moderazione" e "rispetto delle minoranze"

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Austria: giura il governo con l'estrema destra

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Fra proteste in strada, sorrisi tirati e inviti del Presidente Van der Bellen alla moderazione e al rispetto delle minoranze, ha giurato a Vienna il nuovo governo austriaco del Partito Popolare di Sebastian Kurz, a trazione ultra-destra. 

Migranti, sicurezza ed Europa: il programma del nuovo esecutivo

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Dal Capo di Stato Van der Bellen un invito a "moderazione" e "rispetto delle minoranze"

Nel discorso che ha preceduto l'investitura, il Capo di Stato Alexander Van der Bellen ha ribadito l'impegno di Vienna a restare al centro d'Europa e parlato di sfide che richiedono "risposte concrete", ma "con buon senso e moderazione". Moderazione a cui il Presidente austriaco ha invitato poi anche nelle politiche e nel linguaggio, sollecitando poi anche il "rispetto dei più deboli" e "delle minoranze". Poco meno di un anno fa, in una riedizione di controverse elezioni presidenziali, Van der Bellen si era imposto su Norbert Hofer, candidato del partito di estrema destra FPÖ, oggi nominato Ministro per le infrastrutture.

Qui il testo (in tedesco) del discorso del presidente austriaco Alexander Van der Bellen

Il video integrale della cerimonia, pubblicato sulla pagina Facebook del neocancelliere Sebastian Kurz

La sinistra non ci sta: appello alla mobilitazione (e spettri del passato)

Numerose le associazioni, soprattutto a sinistra, che hanno lanciato un appello alla mobilitazionie. Circa 5.000 le persone che la televisione pubblica ORF ha stimato scenderanno in piazza in diversi punti della città per convergere all'Hofburg, antica residenza asburgica per secoli sede del potere austriaco, che oggi ospita anche il palazzo presidenziale. 

L'ultima volta che il Partito della Libertà di estrema destra è entrato nella coalizione di governo, quasi 18 anni fa, le proteste in strada sono state talmente vivaci che i membri del gabinetto hanno dovuto usare un tunnel per raggiungere l'ufficio del Presidente dalla cancelleria, posta dall'altra parte della strada. 

6 ministri su 13 e i dicasteri pesanti di Interni, Esteri e Difesa: l'estrema destra fa il pieno

L'accordo fra il Partito Popolare di Sebastian Kurz (ÖVP) e il Partito della Libertà di Heinz-Christian Strache ha partorito una compagine governativa di 13 ministri. Tra i sei emersi dai ranghi dell'estrema destra dell'FPÖ anche i dicasteri pesanti di Interni, Esteri e Difesa, andati rispettivamente a Herbert Kickl, Karin Kneissl e Mario Kunasek. Cinque in totale le donne. 

"Non andremo all'Hofburg sotto terra ma con la testa ben alta, in strada", aveva detto in un'intervista al quotidiano Kleine Zeitung il leader dell'FPÖ, Heinz-Christian Strache, che diventa vice-cancelliere. 

"È in ballo il benessere del nostro paese", twitta l\\'ÖVP, accompagnando una foto della cerimonia

Il leader conservatore Kurz ha vinto le elezioni parlamentari due mesi fa grazie ad un programma che prometteva linea dura contro l'immigrazione in un paese duramente colpito dalla crisi dei rifugiati fin dal 2015. Il Partito della Libertà (FPÖ) è giunto terzo con il 26% delle preferenze. 

Europa con qualche distinguo e controverse proposte sui migranti: l'accordo di governo fra Popolari e Partito della Libertà

Dall'accordo di coalizione raggiunto fra i due partiti è emerso un programma di governo, che spazia dalla riconferma dell'adesione al progetto europeo (ma con qualche distinguo) a controverse proposte sul trattamento da riservare ai richiedenti asilo. Ecco alcuni dei principali punti del programma di 182 pagine, "Insieme. Per la nostra Austria"

Le politiche europee

  • Maggiore integrazione su tematiche come la difesa delle frontiere, ma più autonomia e margine di manovra in ambiti in cui una centralizzazione delle politiche europee non è richiesta;
  • Sostegno al progetto europeo ed esclusione dell'eventualità di rimettere in discussione la partecipazione dell'Austria per referendum;
  • Stop ai negoziati per l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea;
  • Distensione nei rapporti fra Occidente e Russia

Sicurezza e immigrazione

  • Più serrata lotta all'immigrazione illegale e difesa delle frontiere austriache, fintanto che l'Europa non assicurerà una protezione "sufficiente" delle sue frontiere esterne;
  • Provvisoria confisca dei cellulari ai richiedenti asilo, al fine di esaminarne il contenuto e raccogliere così ulteriori informazioni sulla loro identità e la loro rotta di provenienza;
  • Sospensione dei sussidi in denaro ai richiedenti asilo, ai quali continuerebbero comunque ad essere erogati aiuti materiali di altra natura;
  • Fare una priorità della lotta all'islam politico;
  • Aumentare di oltre 2000 unità gli agenti di polizia

L'Europa resta a guardare? Interrogativi e risposte in ordine sparso

Negli anni '80 e '90 l'FPÖ è stato guidato dal defunto Jörg Haider, che a suo tempo elogiò le politiche occupazionali di Adolf Hitler. Ora è uno dei tanti partiti anti-estabilishment che sfruttano la frustrazione dell'elettore medio contro i partiti tradizionali, scrive Reuters. 

A farsi portavoce degli interrogativi di molti è stato in giornata il quotidiano liberale slovacco SME, che in un editoriale si chiedeva per quale motivo l'Europa non facesse sentire la sua voce, contro l'arrivo al governo di un partito di estrema destra come l'FPÖ. A distanza gli ha risposto su Twitter il Commissario europeo per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici.

"La coalizione ormai al potere in Austria deve indurre alla vigilanza i democratici attaccati ai valori europei - twitta Pierre Moscovici, Commissario europeo agli affari economici e monetari -. La situazione è senza dubbio diversa rispetto al 2000. Ma la presenza dell'estrema destra al potere non è mai anodina"