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Saakashvili: lotta alla corruzione (tra i lacrimogeni)

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Saakashvili: lotta alla corruzione (tra i lacrimogeni)

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Foto: REUTERS/Valentyn Ogirenko
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La crociata di Mikhail Saakashvili contro la corruzione in Ucraina torna a condirsi di lacrimogeni. Sordi all'appello alla calma dell'ex presidente georgiano, oggi bestia nera del presidente Poroshenko, centinaia di suoi sostenitori hanno forzato a Kiev l'ingresso di un centro culturale in cui era in corso un concerto, per farne il loro quartier generale. Ormai portabandiera di un sempre più forte appello all'impeachment del Capo di Stato ucraini, Saakashvili ha invitato la folla a non perdere il coraggio, mantenendo però la calma e promesso che proseguirà nella sua battaglia. 

Arrestato l'8 dicembre con l'accusa di fomentare un colpo di stato e poi rilasciato tre giorni dopo, Saakashvili continua intanto a riempire le piazze con la sua battaglia per la moralizzazione della politica ucraina. Bocciando la richiesta della Procura, che per lui aveva chiesto i domiciliari, il tribunale di Kiev ne aveva infatti disposta la liberazione. Su di lui pesano però anche quattro capi d'accusa, tra cui l'abuso d'ufficio, in Georgia. Il Procuratore generale di Kiev ha fatto sapere di ritenere più probabile l'ipotesi dell'estradizione, specificando tuttavia che dipenderà dai tempi della giustizia.