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Il caso della lettera Ryanair: "La nostra Costituzione vale anche per loro"

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Il caso della lettera Ryanair: "La nostra Costituzione vale anche per loro"

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Eludeva telecamere e microfoni anche anni fa e sugli stessi argomenti. Non a caso Eddie Wilson, il capo del personale di Ryanair in azienda vanta il soprannome, non proprio amichevole, di "Terminator". Lo stesso Terminator che, in vista dello sciopero di domani di piloti ed assistenti di volo ha spedito una lettera a tutti i dipendenti Ryanair italiani il cui contenuto non lascia dubbi. 

"Chiunque aderirà allo sciopero del trasporto aereo indetto per il 15 dicembre avrà in futuro turni più duri e potrebbe anche perdere aumenti di stipendio, i trasferimenti richiesti e le promozioni". Lo sciopero di piloti ed assistenti di volo è previsto dalle 13 alle 17 ed è stato indetto dalle sigle FIT-CISL e ANPAC. L'astensione al lavoro è voluta per protestare contro il mancato rispetto di alcuni diritti dei lavoratori e per l'assenza di corrette relazioni industriali. 

La reazione del Governo

Ma è la lettera di Ryanair che fa discutere ed ha mosso levate di scudi da parte del Governo. Per il ministro dello Sviluppo Economico Calenda si tratta di un "atto indegno", per il suo omologo del dicastero del Lavoro, Poletti è una cosa gravissima visto che il diritto allo sciopero è garantito dalla legge. Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Orlando che cita, in un tweet, la Costituzione. Alcuni organi di stampa hanno, invece, lavorato di inchiesta sulla low cost irlandese, rivelando clausole contrattuali oscure, tra retribuzioni per malattia da restituire e salario a revisione annuale a discrezione solo del datore di lavoro. 

Ovvio il no comment da parte di Ryanair, almeno per ora.