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Colombia: la fragile tregua

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Colombia: la fragile tregua

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Euronews entra nei campi di addestramento dell’Esercito di Liberazione Nazionale in Colombia

E’ alba di un nuovo giorno in Colombia. Come ogni mattina l’Esercito di Liberazione Nazionale) inizia il suo addestramento quotidiano. Dopo il disarmo delle FARC, è rimasta l’ultima organizzazione di guerriglia insurrezionale rivoluzionaria.

A Euronews, ha concesso in esclusiva di entrare nei suoi campi all’interno della giungla. Un esercito di circa 1.800 uomini che al momento stanno negoziando il loro accordo di pace con il governo colombiano. Un cessate il fuoco iniziato il 1° ottobre e che dovrebbe proseguire fino al 9 gennaio. A puntare il dito, tuttavia, sulla fragilità della tregua, é Uriel il comandante dell’ELN. “Il governo a parole dice di impegnarsi per la pace, ma noi non vediamo un passaggio vero dalle parole ai fatti. Vediamo più azioni di di guerra. Vediamo diversi leader assassinati. Vediamo la stato delle cose deteriorarsi”. dice Uriel.

La fragile tregua tra l’ENL e il governo colombiano

Intanto l’organizzazione armata ha così sfiduciato il governo a causa delle modifiche imposte all’accordo firmato con le FARC. “Pensavamo che l’intesa fosse stata tutelata, almeno questo era stata detto davanti all’opinione pubblica”, prosegue Uriel. “Tutelare la Giurisdizione Speciale per la Pace, questo è ciò che ha garantito loro la sicurezza giudiziaria e questo era il patto previsto già un anno prima dell’accordo. Era stato detto anche di fronte all’ONU e alla comunità internazionale. E ora cosa stanno facendo? Cambiano l’accordo.”

L’ELN cerca un’intesa che ponga fine alla disuguaglianza in Colombia. L’organizzazione armata, nata nel 1964 per difendere e proteggere le comunità rurali più povere, non pensa che l’accordo con le FARC garantisca tutto questo. Uno dei comandanti lancia un duro avvertimento: “I signori che stanno negoziando a Quito devono stare molto attenti e guardare in faccia alla realtà. Perché quel patto che hanno fatto con FARC all’Avana è un esempio, per noi .. .. per non farlo.”

Un anno dopo l’accordo di pace con le Farc

Un anno dopo l’accordo di pace con le FARC, sono ancora parecchi i problemi. Le armi si mescolano alle carte delle trattavie. I civili sono sempre in pericolo a causa di vari gruppi armati, vissuti all’ombra delle Forze armate rivoluzionarie, proprio come l’ELN. “Siamo sempre stati invisibili. Ai tempi delle FARC, tutti gli occhi erano puntati su di loro. Anche le lotte dell’ELN sono state attribuite alle FARC. Noi non esistevamo. Dopo che le FARC sono state smobilitate, si doveva trovare un nuovo nemico, perché una grande parte dell’elettorato, e gran parte della legittimità dei governanti, si basano sulla paura della popolazione”, prosegue Uriel.

La realtà è che da quando le Forze armate rivoluzionarie hanno deposto le armi, il conflitto si è intensificato in alcune aree della Colombia. Molti gruppi vogliono controllare vaste zone, per le loro risorse naturali ma soprattutto per il traffico di droga. L’ELN si finanzia con le tasse sulla cocaina e con i riscatti dei rapimenti. Per l’Unione Europea è una vera e propria organizzazione terroristica. “Sappiamo che l’UE è parte dell’imperialismo mondiale. Si sono alleati per fare una controparte migliore all’imperialismo nordamericano dominante”, ci fa notare Uriel.

Ecco perché sono convinti che le armi siano ancora necessarie. L’organizzazione intanto si prepara, sente la tregua vacillare. Si preparano anche a un attacco da parte dell’Esercito, come fa notare un loro componente. “Dobbiamo essere preparati, perché quando sarà finita continueremo a combattere.”

Dopo 50 anni di un conflitto armato che ha fatto oltre 260.000 morti e costretto oltre sette milioni di persone a fuggire dalle loro case, il processo di riconciliazione della Colombia sta affrontando sfide decisive. Una fase quella del post conflitto appena iniziata. C‘è chi sostiene che ci vorranno almeno 10 anni prima di parlare di stabilizzazione.

L’ELN continua ad addestrarsi di fronte ad un eventuale fallimento dei negoziati di pace di Quito e in attesa delle elezioni del prossimo anno in Colombia. Una possibile vittoria della formazione d’opposizione guidata da Alvaro Uribe, schierato contro il patto dell’Avana firmato con le Farc, potrebbe cambiare di nuovo le carte in tavola nei negoziati. Ed imporre condizioni inaccettabili.