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Siria, le macerie dopo la guerra

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Siria, le macerie dopo la guerra

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Cumuli di macerie, generazioni in fuga, figli che non hanno conosciuto altro che la guerra. Il governo iracheno ha annunciato la fine delle ostilità contro ISIS e questa domenica ha celebrato l'evento con una parata a Baghdad. 

Ma dopo oltre sei anni di guerra la situazione sul campo, tra Iraq e Siria, è drammatica e la fine delle ostilità per molti, per troppi, non significa la fine delle sofferenze. 

Le immagini delle macerie di Homs, Damasco, Aleppo, Idlib, Raqqa hanno fatto il giro del mondo. Idem per Mosul in Iraq: tutto da ricostruire e i numeri per la Siria sono impietosi.

A guerra finita sono ben 13,1 milioni i siriani che hanno bisogno di aiuti umanitari. 5,4 milioni quelli che hanno lasciato il Paese e oltre 6 milioni gli sfollati restati nei confini nazionali.

 (Qui il report dell'UNHCR sulla Siria). Stesso destino, quest'ultimo, toccato a 2,9 milioni di iracheni, 260mila sono fuggiti fuori dal Paese.  (Qui il report dell'UNHCR sull'Iraq)

L'ultimo allarme è dell'UNICEF ed è per il Ghouta orientale a pochi chilometri da Damasco, dove ci sono 137 minori malati da evacuare in fretta: sono in un'area tagliata fuori dagli aiuti umanitari dal 2013; 5 minori, la notizia è di questa domenica, sono già morti. 

È solo una parte del dramma dei più piccoli: in Siria secondo 'Save the children' un bambino su quattro rischia conseguenze devastanti sulla salute mentale: bambini che sognano di morire per andare in paradiso e non soffire più la fame, seienni che non hanno conosciuto altro che la guerra.