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I palestinesi ad Al-Aqsa: difenderemo la nostra Gerusalemme

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I palestinesi ad Al-Aqsa: difenderemo la nostra Gerusalemme

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Una giornata ad altro rischio sulla spianata delle moschee, nel primo venerdì di preghiera dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la Città santa come capitale dello Stato d'Israele.

Molti palestinesi si sono avviati verso la Moschea di Al Aqsa scandendo lo slogan: Gerusalemme è nostra, è la nostra capitale! o anche: Basta parole vuote, dateci pietre e kalashnikov!, secondo il nostro corrispondente, che ha raccolto alcune voci fra i palestinesi.

Un uomo dice:

"Né Trump né un milione di persone riusciranno a piegarci. Questo è il nostro paese, Gerusalemme non l'abbandoneremo. Anche se tutta l'America arrivasse qui, non ci destabilizzerebbe. Anche il bambino più piccolo è pronto a opporsi. Al-Aqsa è nostra, Gerusalemme è nostra e la difenderemo con il nostro sangue e con tutta l'anima!"

Una donna racconta:

"Non stavamo facendo nulla. Venivamo solo per pregare, in modo pacifico, e loro ci buttano l'acqua e l'esercito ci attacca. Ma noi volevamo solo pregare."

Con le forze israeliane si sono verificati alcuni incidenti, meno gravi rispetto a quelli in Cisgiordania, mentre nel sud d'Israele risuonavano le sirene segnalando l'arrivo di almeno un missile da Gaza, che è stato intercettato dal sistema antiaereo Irondome e non ha provocato alcun danno.