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Un italiano su due dice che si stava meglio negli anni ‘60

Uno studio mostra che secondo un europeo su tre si viveva meglio cinquant’anni fa. In Italia e Grecia la metà della popolazione ne è convinta. Il paese più pessimista di tutti è il Venezuela

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Si stava meglio quando si stava peggio? L’affermazione può prestarsi a diverse interpretazioni. Ora uno studio di Pew Research Center mostra come quasi un terzo degli europei ritenga che la vita fosse migliore 50 anni fa. Italia e Grecia i paesi più nostalgici.

Cinquant’anni fa, durante la Guerra Fredda, computer e cellulari erano pura fantascienza. Nonostante i drastici miglioramenti dell’aspettativa di vita e del benessere materiale individuale, parte della opinione pubblica non è davvero convinta che la situazione personale sia davvero migliorata. Il sondaggio ha preso in esame un campione di 43.000 persone in tutto il mondo.

In tutta Europa, in generale, il 53 per cento delle persone ha dichiarato di ritenere che la vita sia cambiata in meglio dagli anni' 60 in poi, mentre il 30 per cento è dell’opinione opposta. Ma in Grecia, Italia, Ungheria e Francia, la negatività sui tempi moderni ha superato il sentimento positivo.

Secondo i ricercatori, la situazione economica attuale in ogni paese sembra essere un fattore importante nella valutazione individuale. Inoltre, le persone più istruite hanno una maggiore probabilità di avere una prospettiva ottimistica rispetto a quelle con meno istruzione.

Dice lo studio che i sostenitori dei partiti populisti hanno la tendenza a vedere il passato in una luce più positiva rispetto alla popolazione generale.

Il Vietnam il Paese più “ottimista”, con l’88% delle persone convinte che si stia meglio oggi. Prevedibilmente, forse, il Venezuela è lo Stato più “negativo”, con il 72% di nostalgici.