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Ambasciata Usa: si teme una crisi come quella dei metal detector

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Ambasciata Usa: si teme una crisi come quella dei metal detector

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Sulle conseguenze del trasferimento dell'ambasciata statunitense a Gerusalemme il commento di Vincent Lemire, storico e direttore del progetto europeo ERC Open-Jerusalem e autore di "Gerusalemme, storia di una città-mondo".

"Tutti sanno che succederà qualcosa e che ci saranno reazioni popolari" afferma Lemire. "Vi ricordate che a luglio c'è stata una crisi estremamente importante che è durata vari giorni, la crisi dei metal detector, che ha fatto morti e feriti. Per questo tutti temono cose del genere".

Si temono nuove violenze per venerdì, giorno della principale preghiera per i musulmani.

"La grande preghiera riunisce fra i 70.000 e gli 80.000 palestinesi sulla Spianata delle Moschee, il numero di persone che può accogliere lo Stade de France" continua Lemire. "Per questo per venerdì si temono tensioni. Bisogna vedere cosa dirà esattamente Trump, i dettagli saranno importanti. Dirà: trasloco dell'ambasciata? Dirà dove sarà ospitata? Se il Consolato di Gerusalemme diventerà ambasciata è chiaro che sarà un salto nell'ignoto perché ciò vorrà dire che i palestinesi avranno un luogo davanti al quale riunirsi. Se Trump non dirà dove si troverà la futura ambasciata, dove andranno a manifestare i palestinesi? È importante vedere quali saranno i dettagli perché avranno delle implicazioni, anche per quanto riguarda le capacità di mobilitazione dei palestinesi. Perché una cosa sono gli attentati isolati, un'altra una mobilitazione massiccia come quella di luglio, più delicata da gestire sul piano politico".

"Sono state oltrepassate tutte le linee rosse, ha commentato Hamas che ha esortato i palestinesi dei Territori a manifestare venerdì, "giornata della collera".