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Tutti i premi del Torino Film Festival

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Tutti i premi del Torino Film Festival

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Trionfa al Torino Film Festival come miglior film l'israeliano "DON'T FORGET ME", di Ram Nehari. Nel plot una ragazza anoressica e un suonatore di tuba fuori di testa, si rincorrono fra reparti psichiatrici, centri di terapia per disturbi alimentari. A loro modo s'innamorano ma il sogno di una vita normale è ostacolato da mille impedimenti familiari e sociali. Follie vegane e distonie sociali percorrono un dramma che ha l'andamento della commedia, disperato e soave, feroce e romantico. Si tratta di un  illuminante spaccato della realtà israeliana, del suo malessere invischiato in una complessa identità sociale e culturale.

Per il suo autore, il regista Ram Nehari questo " è un film sulla gente, su una ragazza anoressica e un ragazzo psicotico in cui tutto diventa problematico. La gente non vede ma attraverso i loro occhi puoi osservare Israele come un insieme di situazione psicotiche".

Il successo della pellicola israeliana viene esaltato inoltre dai riconoscimenti come miglior attore e miglior attrice rispettivamente a Nitai Gvirtz e Moon Shavit, quest'utima ex aequo con l'inglese Emily Beecham per il film "DAPHNE" di Peter Mackie Burns.

Il Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo va invece al portoghese "A FÁBRICA DE NADA" del regista Pedro Pinho. Siamo al confine fra il realismo della crisi che attanaglia il Portogallo dal 2008 e un  musical: quando gli operai di una fabbrica di ascensori si accorgono che l’amministrazione sta smantellando macchinari e materie prime, si organizzano per opporsi alla delocalizzazione e decidono di occupare le loro postazioni a vuoto, senza lavorare. Un ritratto del post-capitalismo che sta fra agit prop, documentario, dramma e commedia psicologica e musical.

Di seguito trovate l'elenco dei premi ufficiali assegnati ai film e agli attori dei concorsi relativi al festival.

La Giuria di Torino 35 – Concorso Internazionale Lungometraggi, presieduta da Pablo Larraín (Cile) e composta da Gillies MacKinnon (UK), Petros Markaris (Grecia), Santiago Mitre (Argentina), Isabella Ragonese (Italia) assegna i premi:

Premio Miglior film a:

AL TISHKECHI OTI / DON’T FORGET ME di Ram Nehari (Israele, Francia, Germania, 2017)

Premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a:

A FÁBRICA DE NADA di Pedro Pinho (Portogallo, 2017)

Premio per la Miglior attrice ex-aequo a:

EMILY BEECHAM per il film DAPHNE di Peter Mackie Burns (UK, 2017)

e MOON SHAVIT per il film AL TISHKECHI OTI / DON’T FORGET ME di Ram Nehari (Israele, Francia, Germania, 2017)

Premio per il Miglior attore a:

NITAI GVIRTZ per il film AL TISHKECHI OTI / DON’T FORGET ME di Ram Nehari (Israele, Francia, Germania, 2017)

Premio per la Miglior sceneggiatura a:

KISS AND CRY di Chloé Mahieu e Lila Pinell (Francia, 2017)

Menzione speciale della giuria a:

KISS AND CRY di Chloé Mahieu e Lila Pinell (Francia, 2017)

e LORELLO E BRUNELLO di Jacopo Quadri (Italia, 2017)

Premio del pubblico a:

À VOIX HAUTE / SPEAK-UP! di Stéphane De Freitas (Francia, 2017)

TFFdoc

•INTERNAZIONALE.DOC

La Giuria di Internazionale.doc composta da Güldem Durmaz (Turchia), Carmit Harash (Francia), Veton Nurkollari (Kosovo), assegna i seguenti premi:

Miglior documentario per Internazionale.doc (€ 5.000) a:

M–1 di Luciano Pérez Savoy (Bosnia, Messico, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Il film cattura una meravigliosa città e ci trasporta in un racconto su una generazione in difficoltà in cui una realtà frantumata viene ricomposta, in cui il cinema documentario sboccia”.

Premio Speciale della giuria per Internazionale.doc a:

SANS ADIEU di Christophe Agou (Francia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Un’opera d’arte di un grande arista la cui passione per i protagonisti è in assoluta armonia con la bellezza delle immagini, che trasforma il cinema in pittura. Un film che mostra il volto delle persone che vivono con dignità ai margini della nostra società del benessere”.

ITALIANA.DOC

La Giuria di Italiana.doc composta da Ilaria Bonacossa (Italia), Bernd Brehmer (Germania), Susanna Nicchiarelli (Italia), assegna i seguenti premi:

Miglior documentario per Italiana.doc in collaborazione con Equilibra (€ 5.000) a:

DIORAMA di Demetrio Giacomelli (Italia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Per come ci interpella personalmente sulla nostra relazione con il mondo animale e con la natura, accompagnandoci in un percorso emotivo e psichedelico attraverso la società contemporanea”.

Premio Speciale della giuria per Italiana.doc a:

TALIEN di Elia Mouatamid (Italia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Per la delicatezza con cui ha condiviso la sua storia di famiglia, raccontando le sottili trasformazioni di due culture”.

•ITALIANA.CORTI

La Giuria di Italiana.corti composta da Iacopo Incani, Titta Cosetta Raccagni, Virgilio Villoresi, assegna i seguenti premi:

Premio Chicca Richelmy per il Miglior cortometraggio (€ 2.000 offerti da Associazione Chicca Richelmy) a:

IDA di Giorgia Ruggiano (Italia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Per la capacità di situarsi con equilibrio e sensibilità fra i piani di lettura sociale ed esistenziale, attraverso uno sguardo consapevole e mai estetizzante, intimo, toccante e mai retorico”.

Premio Speciale della giuria a:

BLUE SCREEN di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo (Italia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Per il capillare lavoro di ricerca, la forza estetica, la precisione del ritmo narrativo.”

PREMIO FIPRESCI

La Giuria del Premio Fipresci (Premio della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica) composta da Mehdi Abdollahzadeh (Iran), Marta Balaga (Finlandia) e Giovanni Ottone (Italia), assegna il

Premio per il Miglior film a:

THE DEATH OF STALIN di Armando Iannucci (Francia, UK, 2017)

PREMIO CIPPUTI

La Giuria, composta da Francesco Tullio Altan, Sandro Avanzo e Maurizio Zaccaro, assegna il Premio Cipputi 2017 –

Miglior film sul mondo del lavoro a:

LORELLO E BRUNELLO di Jacopo Quadri (Italia, 2017)

Con la seguente motivazione:

“Se la vita è un lungo fiume tranquillo, il documentario Lorello e Brunello di Jacopo Quadri ci permette di goderne la visuale dal volgere di una sua ansa, di guardarla scorrere nell'andamento naturale delle sue stagioni. Il regista ci ricorda un modo di intendere il lavoro che spesso la nostra civiltà urbana continua a dimenticare (e a rimuovere) e lo fa attraverso il potente ritratto di due protagonisti consapevoli del proprio ruolo, della storia che li ha preceduti e del tempo che stanno vivendo. Un film "resistente" che è al tempo stesso una testimonianza e un monito etico oggi tacitato da rivoluzioni economiche in atto, sempre più minacciose e incombenti”