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Affari di cuore, 50 anni di trapianti

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Affari di cuore, 50 anni di trapianti

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Il 3 dicembre 1967 a Città del Capo, in Sudafrica, fu compiuto il primo trapianto di cuore umano.

L’operazione fu realizzata dal chirurgo Christiaan Barnard, destinato a diventare uno dei medici più famosi al mondo.

Louis Washkansky, 54 anni, diabetico con il cuore malandato dopo tre infarti, ricevette l'organo di una ragazza di 24 anni , Denise Darvall, vittima di un incidente stradale giunta nella stessa ckinica di Whashkansky in coma e dichiarata cerebralmente morta.

Ci vollero dieci ore per convincere i genitori a donare l'organo.

L’intervento ne richiese quasi altrettante. L'öquipe medica era composta da una trentina di persone.

L'impatto del trapianto fu enorme, nel 1968 furono eseguiti più di sessanta trapianti in tutto il mondo, tanto che tra le altre cose quell'anno fu nominato anno dei trapianti.

Washkansky morì 18 giorni dopo il trapianto, per una complicazione a livello polmonare. Così come molte altre persone all'inizio.

Dopo l'entusiasmo iniziale, negli anni Settanta, in realtà ci furono pochi trapianti. Che aumentarono con il migliorare della tecnica, tra cui la scoperta dei farmaci immunosoppressivi,  la soluzione per conservare gli organi e l'analisi della compatibilità tra donatore e paziente trapiantato.

Con il trapianto del cuore, per la prima volta venne peraltro introdotto il concetto di morte cerebrale.

Barnard diventa una star, ma ruba la vetta all'Americano Norman Shumway, che da anni eseguiva esperimenti sugli animali, ma non poté passare all'uomo per via delle leggi restrittive americane.