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MONITORAGGIO AUTONOMIA - Lombardia e Veneto, cosa succede dopo il referendum?

In questa pagina teniamo traccia, ogni settimana, di tutti gli sviluppi politici e istituzionali in seguito al voto del 22 ottobre 2017. Riusciranno le tre regioni (insieme all'Emilia Romagna) ad ottenere la tanto auspicata libertà di manovra dal potere centrale?

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MONITORAGGIO AUTONOMIA - Lombardia e Veneto, cosa succede dopo il referendum?

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Il referendum consultivo lombardo-veneto dello scorso 22 ottobre aveva come scopo quello di chiedere al governo centrale una maggiore autonomia nella gestione delle proprie risorse, nel rispetto del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione. Esso prevede che le regioni con i bilanci in ordine possano chiedere di vedersi assegnate maggiori competenze rispetto a quelle previste, in alcune aree specifiche di intervento (23). Tuttavia, il processo poteva essere avviato anche senza consultazione popolare, come ha fatto l'Emilia Romagna. Il quarto attore (dopo Veneto, Lombardia e Governo) di questa partita. 

Dal referendum deriva "un peso che mi consentirà di avere argomenti col governo che senza il referendum e questi numeri non avrei mai potuto avere", ha dichiarato il governatore lombardo Maroni all'indomani del voto, riassumendo un po' il senso politico della vicenda.

Affluenza e risultati, il dato definitivo:

  •  In Lombardia si sono recate alle urne oltre 3 milioni di persone in Lombardia (il 38,25% degli elettori), il 95.29% ha votato sì. 
  • In Veneto hanno votato 2,3 milioni di aventi diritto (il 57.2%): il sì ha vinto con il 98.1%. Il quorum del 50% è stato raggiunto. 

Ma ora che ci siamo lasciati alle spalle sia i proclami elettorali che i voti, come sta andando la "lotta" politica per ottenere maggiore autonomia? In questa pagina abbiamo iniziato un monitoraggio che ci impegnerà per le prossime settimane al fine di tenere traccia dello stato delle trattative tra Roma, Venezia, Milano e Bologna.

Poche chiacchiere e dichiarazioni: qui sotto verranno elencati esclusivamente i fatti e le mosse politiche rilevanti dei protagonisti della battaglia autonomista. 

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Prossimi appuntamenti: Seduta calendarizzata a Roma per il 30 novembre con Emilia Romagna e Lombardia. L'indomani, il 1 dicembre 2017 (alle ore 14.30), altra riunione tra Zaia e Bressa presso il ministero degli Affari Regionali. 

L'obiettivo, su cui tutti concordano, è chiudere entro la fine della legislatura. Non con il voto del Parlamento - per quello i tempi tecnici e forse gli spazi politici non sembrano esserci - ma "almeno" l'accordo tra regioni e Governo.

21 novembre 2017- Zaia a Gentiloni: "Si avvii subito un negoziato". L'appello all'indomani della pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della proposta di legge statale per l' autonomia del Veneto. 

Intanto a Milano si è insediato il secondo tavolo di lavoro. Presenti il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, Maroni e la delegazione dell'Emilia Romagna, ma senza il presidente Stefano Bonaccini. Sede dell'incontro, il grattacielo sede della Giunta regionale. Maroni ha anticipato ai giornalisti il merito della discussione già iniziata a Roma e Bologna. "Qui - ha detto - si discute di istruzione, di grandi reti di trasporto, di coordinamento della finanza pubblica e di rapporti internazionali". "Oggi - ha proseguito - illustriamo le nostre posizioni, il Governo valuterà le richieste nel giro di due settimane e ci darà una risposta. A quel punto inizierà la trattativa vera e propria che mi auguro si concluda entro fine dicembre. A gennaio invece la trattativa sarà sulle risorse, da chiudere entro la fine di gennaio con un accordo che eviti la contaminazione della campagna elettorale". Per Bressa tuttavia "è assolutamente impossibile" che la Lombardia possa ottenere tutte le 23 materie trasferibili.

La risposta di Maroni è stata: "ci sono delle materie che ci interessano in modo straordinario, che sono le dieci del tavolo di Milano e di Bologna, e poi ci sono materie che ci interessano di meno, come i giudici di pace, il sistema della comunicazione, l'alimentazione".  

17 novembre 2017 - Bologna, insediato il primo tavolo di lavoro. "Le 23 materie oggetto del negoziato verranno distribuite 5 a Milano, 5 a Bologna e le rimanenti 13 a Roma", ha detto il presidente del Consiglio regionale della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo. Approfondite le materie che riguardano Ricerca e sviluppo (macro area Impresa e Ricerca); Commercio estero (Impresa e Ricerca); Salute; Tutela dell'Ambiente (Ambiente, Territorio, Infrastrutture); Lavoro e formazione professionale (Lavoro e Formazione).

16 novembre 2017 - L'Emilia Romagna chiede il confronto per 5 competenze. "Avvieremo il confronto su cinque competenze all'interno delle 12 sulle quali è stato deciso di richiedere maggiore autonomia. Invece altre competenze non le chiederemo, in coerenza anche con il referendum del 4 dicembre, a cominciare dalla politica energetica". Lo ha affermato il presidente della regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini durante l' audizione in commissione bicamerale per il federalismo fiscale. Si tratta del secondo appuntamento dal tavolo già aperto il 9 novembre dai governatori di Lombardia ed Emilia Romagna con il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa, per chiedere l'autonomia differenziata.

15 novembre 2017 - Via libera del Consiglio regionale veneto. Con 40 voti a favore e 10 consiglieri che hanno abbandonato l'aula, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge per l'autonomia (il pdl 43) con la quale Luca Zaia avvierà la trattativa con il Governo. La legge prevede che il Veneto chieda di poter avere autonomia su 23 materie (20 concorrenti, e tre esclusive statali) in base all'art. 116, trattenendo i 9/10 del relativo gettito fiscale. Cifra che la Regione ritiene possa aggirarsi sui 18,5 mld di euro. Tutti i consiglieri del Pd, ed un solo rappresentante 'pentastellato' non hanno partecipato al voto, lasciando l'aula. Il Pd che si è detto favorevole all'autonomia (ha votato l'80% di articoli e emendamenti) ha fatto questa scelta perchè contrario all'art. 2 del pdl, in quanto non ritiene praticabile una richiesta di trattenuta fiscale così ampia. 

Una strada diversa, quella del Veneto, che ha scelto il progetto di legge, con tutte le 23 materie elencate una dietro l'altra, rispetto alle mozioni con cui i consigli regionali di Lombardia ed Emilia Romagna avevano autorizzato Roberto Maroni e Stefano Bonaccini ad aprire il negoziato con Palazzo Chigi

14 novembre 2017. Inizia la discussione al Consiglio regionale veneto, via libera unanime dell'Emilia Romagna. A palazzo Ferro Fini, situato lungo il Canal Grande a Venezia, i lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente della Prima Commissione consiliare, Marino Finozzi. Sul testo sono stati presentati 63 emendamenti: 21 del gruppo del Pd, 21 del consigliere Piero Ruzzante (Articolo 1-Mdp), uno da parte di Movimento 5 Stelle, 6 dalla Lega, uno da Forza Italia e 13 dalla stessa Giunta regionale

Luce verde unanime dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna alla risoluzione che chiede maggiore autonomia per la Regione. Oltre alle 12 competenze già definite dall'Emilia-Romagna, che ha all'attivo una lettera d'intenti siglata con Palazzo Chigi, ognuno dei tavoli tecnici ne affronterà altre cinque: a Bologna il 17 novembre - ha precisato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini - si discuterà di impresa, ricerca e sviluppo; commercio estero (internazionalizzazione delle imprese e attrattività degli investimenti); salute; tutela dell'ambiente e infrastrutture; lavoro e formazione professionale. Altre cinque competenze saranno al centro della riunione a Milano mentre tutte le rimanenti verranno discusse a Roma. Nella delegazione trattante ci saranno anche i presidenti dei Consigli regionali e i presidenti regionali di Anci e Upi. "Stiamo procedendo spediti - ha rilevato Bonaccini - sarebbe un risultato storico riuscire a chiudere l'accordo in poche settimane. Il futuro Parlamento non potrà ignorare la richiesta dei territori". Ora si entra nel merito delle "singole materie - precisa Bonaccini - che potranno anche essere diverse fra noi e la Lombardia". La Giunta dell'Emilia-Romagna relazionerà in Aula sugli incontri fra due settimane, mentre nelle commissioni il confronto resta aperto anche in questi giorni.

9 novembre 2017 -  Inizia la partita a Roma. Si insedia il tavolo delle trattative alle ore 16.30. Maroni intende coinvolgere la commissione bicamerale per il federalismo fiscale ma anche gli enti locali, Anci e Upl. Obiettivo: "Arrivare a un accordo entro fine gennaio" in modo da non sovrapporsi con la campagna elettorale.

8 novembre 2017. Bressa convoca il tavolo delle trattative. Il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa ha fissato per giovedì 9 novembre, nella sede del Dipartimento per gli Affari regionali, in via della Stamperia 8, la convocazione dei presidenti della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e del presidente della regione Lombardia, Roberto Maroni. Bressa è stato indicato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni quale referente politico del governo per il negoziato.

Quanto a Zaia, che non partecipa al tavolo di trattative: "Il ddl che il Consiglio regionale del Veneto ha messo a punto sarà composto di 54 articoli e tratterà di 20 competenze più 3 a legislazione esclusiva", dichiara il governatore veneto. "Il provvedimento verrà approvato la prossima settimana".  

7 novembre 2017 -  Il Consiglio regionale della Lombardia discute e approva la risoluzione. A favore votano i gruppi di centrodestra (Lega, FI, Ap, Lista Maroni, Fdi, Pensionati), di centrosinistra (Pd, Patto Civico) e M5S. Contro, il gruppo Misto (dove siede Mdp). Astenuto Campo Progressista.

Qui il testo completo del documento che dà mandato alla giunta Maroni di avviare la trattativa per l'autonomia con il governo. Il tema del residuo fiscale non è citato direttamente nella risoluzione  ma "c'è il suo corrispettivo, ovvero le risorse aggiuntive", dice Maroni.

La legge che dovrà recepire l'autonomia sarà votata di sicuro "dal prossimo Parlamento", afferma il governatore spiegando di aver "sentito il sottosegretario Bressa". L'idea è di suddividere il lavoro in "sei macroaree, sei tavoli, e vorrei che uno fosse a Milano". Fra i temi, infrastrutture, finanza locale, welfare e istruzione. Non c'è però ancora una delegazione ufficiale per il negoziato. "La squadra è da costruire".

4 novembre 2017 - Bonaccini: "Non sarà una discussione banale". "Il tavolo è formalmente aperto dal Governo, dovrà indicare tempistica e passaggi e ci sarà anche la Lombardia", ha detto da New York il presidente emiliano-romagnolo Stefano Bonaccini.  "È vero che Parlamento e Governo dureranno ancora poche settimane  ma siamo convinti che più profonda è la bandiera che piantiamo, più difficile sarà per i futuri Governi e Parlamenti, di qualsiasi composizione politica, non tenere conto del fatto che stiamo facendo sul serio"

3 novembre 2017 - Veneto, insediata consulta, Bonaccini apre a tavolo comune. Si insedia formalmente a Venezia, al Palazzo ex Grandi Stazioni della Regione Veneto, la Consulta per l'Autonomia, all'interno della quale le categorie porteranno il loro contributo al disegno di legge che costituirà la base per la trattativa col Governo per l'attribuzione di nuove forme di autonomia alla Regione. Il presidente veneto Luca Zaia, dopo aver ricordato l'iter dalla legge referendaria del 2014 alla celebrazione del referendum, ha sottolineato che "la legge dice di trattare circa il contenuto del quesito referendario e non è quindi vero che non abbiamo voluto trattare: il tavolo è aperto e adesso dobbiamo capire come muoverci". "Il disegno di legge - ha aggiunto Zaia - sarà approvato per metà mese, diventando base per la trattativa".  

Polemica tra Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna, e Zaia. Il primo si dice pronto ad avviare il percorso insieme a Lombardia e Veneto, appena quest'ultimo "avrà pronte le proprie richieste". 

2 novembre 2017 - Lombardia, sì della commissione alla bozza di risoluzione. La commissione Affari Istituzionali del Consiglio regionale della Lombardia ha approvato con larga maggioranza la proposta di risoluzione per l'autonomia. A favore hanno votato tutti i gruppi di centrodestra e il Pd. Astenuti M5S, Insieme, Misto e il consigliere Pd Corrado Tomasi. In precedenza Mdp aveva fatto sapere che voterà contro in Aula. Il documento che darà mandato al governatore Roberto Maroni di trattare col Governo, dopo il referendum del 22 ottobre, in votazione finale martedì 7 novembre in Consiglio regionale.

30 ottobre 2017 - Altre regioni benvenute. "L'idea è di far partire il tavolo con la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Veneto: se nel frattempo vogliono aggiungersi anche le Regioni del Sud, devono attivare la procedura", ha dichiarato Maroni nella conferenza stampa dopo la riunione di Giunta. Sarà a Roma il 9 e 10 novembre per il probabile insediamento del tavolo di trattativa per l'autonomia col Governo. 

27 ottobre 2017 - Consiglio federale leghista. I dirigenti della Lega Nord si sono riuniti nella sede federale di via Bellerio, a Milano, per la riunione del Consiglio federale del partito. Presenti il segretario Matteo Salvini, Roberto Maroni e Luca Zaia. Salvini ha spiegato di non voler interferire sulle modalità con cui le due Regioni negozieranno più competenze con Roma e che i due governatori sono in sintonia. 

25 ottobre 2017 - Zaia in Consiglio regionale. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, interviene in Consiglio regionale per illustrare gli esiti del referendum sull'autonomia e il disegno di legge della Giunta per l'avvio della trattativa con il Governo per la devoluzione delle 23 competenze previste dall'articolo 116 e seguenti della Costituzione 

24 ottobre 2017 - Dichiarazioni dopo il voto. Maroni apre l'ipotesi di una trattativa comune con Zaia. "Da Gentiloni nel giro di 2 o 3 settimane, faremo richiesta per tutte le 23 materie". Sondaggio con Bonaccini, governatore dell'Emilia Romagna, per la disponibilità ad unire i due tavoli di dialogo. Gentiloni: "Il Governo è aperto a un confronto. Vedremo quali funzioni e a quali condizioni".

23 ottobre 2017 - Zaia: "Non abbiamo ancora preso contatti con il Governo".