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I 15 anni della ''Food Law'', che permise la creazione dell'EFSA

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I 15 anni della ''Food Law'', che permise la creazione dell'EFSA

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Questo lunedì si festeggiano a Bruxelles i 15 anni della cosiddetta ''Food Law'', la normativa europea che ha reso uniformi le regole della sicurezza alimentare. Una serie di incidenti alimentari alla fine degli anni '90 richiamarono l'attenzione sulla necessità di stabilire principi e requisiti generali relativi alla legislazione in materia di alimenti e mangimi a livello continentale. Figli della Food Law sono ad esempio l'EFSA, l'Autorità Europea per la sicurezza alimentare e il Sistema di Allerta Rapido (RASFF), che permette di richiamare in tempo reale qualunque prodotto difettoso o potenzialmente pericoloso.

L'EFSA

Gli anni ’90 sono stati caratterizzati da una serie di scandali alimentari, solo per ricordare i più gravi quella della mucca pazza e dei polli alla diossina. Queste crisi hanno destato grosse preoccupazione nell’opinione pubblica e, di conseguenza, la fiducia negli alimenti europei, sia quella dei consumatori che dei partner commerciali, ne è risultata gravemente compromessa. Come risposta diretta a queste crisi, l'Unione ha istituto l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare.

Basata a Parma, l'EFSA impiega circa 450 persone. Con un budget di circa 80 milioni di euro annui, le sue principali attività sono il controllo della qualità degli alimenti sia per gli uomini che per gli animali e l’identificazione di ogni fattore di rischio per la salute. Con l'istituzione dell'EFSA si riconosce peraltro, per la prima volta, che la valutazione del rischio è cosa diversa dalla gestione del rischio.

Tra le emergenze che l'EFSA ha contribuito a gestire ricordiamo la salmonella, gli organismi geneticamente modificati, gli addittivi alimentari, questioni di salute animale come l'influenza aviaria, oltre all'encefalopatia spongiforme, tra le più recenti quella che ha riguardato gli ulivi pugliesi.

L'EFSA lavora prevalentemente rispondendo alle richieste di consulenza scientifica della Commissione europea, dell'europarlamento e degli Stati membri, ci sono anche iniziative che, in virtù del cosiddetto processo di autoassegnazione, l'Autorità controlla autonomamente. La sua autonomia è spesso messa in discussione, ma come ha ricordato l'eurodeputato José Bové, per evitare queste discussioni bisognerebbe dotarla di un budget di centinaia di milioni di euro all'anno. Mentre l'eurodeputata rumena Monica Macovei, impegnata nell'anticorruzione, ha sollevato in passato dubbi sulla gestione del bilancio.

In seno alle istituzione è stato spesso criticato il regolamento interno, che ha permesso il passaggio diritto dal consiglio di amministrazione dell'Autorità a incarichi di lobbista per società di biotecnica, per esempio.

L'autorità collabora con almeno 27 agenzie nazionali - se non di più - e centinaia tra organizzazioni scientifiche degli Stati mebri. L’Italia è l’unico Paese europeo che non ha la sede nazionale dell’Agenzia per la sicurezza alimentare, di cui ciascuno stato membro avrebbe dovuto dotarsi.

Il controverso dossier sul glifosato e un parere troppo favorevole nei confronti dell'erbicida, ha allungato ultimamente ombre sinistre sull'agenzia.