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La storia di Riaz: da 37 anni negli Stati Uniti, ora a rischio deportazione

Clandestino a New York da 37 anni, ha una moglie malata di cancro e due figli di 15 ed 11 anni: con l'aiuto delle organizzazioni per i diritti umani è riuscito ad ottenere dall'Agenzia federale per l'immigrazione una proroga di sei mesi

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La storia di Riaz: da 37 anni negli Stati Uniti, ora a rischio deportazione

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Riaz Talukder è uno degli 11 milioni di immigrati clandestini presenti negli Stati Uniti. Da 37 anni vive a New York, dove è arrivato assieme ad uno zio dal Bangladesh quando aveva solo 13 anni.

Pochi giorni fa l’Agenzia federale per l’immigrazione gli ha comunicato che avrebbe dovuto lasciare gli Stati Uniti e tornare nel suo paese, separandosi da una moglie alle prese con un tumore e dai due figli di 15 ed 11 anni.

Fino all’anno scorso a Riaz era sufficiente una visita annuale agli uffici dell’Agenzia federale per l’immigrazione per evitare l’espulsione. Durante l’amministrazione Obama l’Agenzia chiudeva un occhio sugli immigrati clandestini con figli americani e fedina penale pulita.

Con la presidenza Trump lo scenario è cambiato radicalmente. Riaz nell’ultimo anno è stato costretto a recarsi negli uffici dell’Agenzia una volta al mese, ma non gli è bastato ad evitare il procedimento di espulsione. Avrebbe dovuto lasciare gli Stati Uniti entro il 20 novembre, ma grazie al sostegno delle organizzazioni per i diritti umani è riuscito ad ottenere dall’Agenzia una proroga di sei mesi.

“La battaglia è appena cominciata, siamo ancora nelle fasi iniziali – ha detto l’avvocato di Riaz -. Abbiamo presentato alcune mozioni, dobbiamo dargli il tempo di studiarle, speriamo vengano accolte. Se non lo saranno ricorreremo in appello e presenteremo delle mozioni aggiuntive”.