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Greenpeace: la fuga di materiale radioattivo in Russia non è pericolosa per l'Europa occidentale

La Russia nega che le alte concentrazioni di rutenio 106 riscontrate negli Urali siano dovute a un incidente nucleare. Potrebbe trattarsi di negligenza in ambiente ospedaliero.

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Greenpeace: la fuga di materiale radioattivo in Russia non è pericolosa per l'Europa occidentale

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L'inquinamento radioattivo rilevato negli Urali meridionali non è dovuto a incidenti alle stazioni nucleari russe. Lo garantisce Rosatom, l'ente statale del nucleare. Non ci sarebbe comunque da preoccuparsi in Europa, secondo Greenpeace, per le alte concentrazioni di rutenio 106 riscontrate nell'area del complesso nucleare di Mayak.

Spiega Jan Van De Putte di Greenpeace Belgio: "È pericoloso a livello locale, diciamo nella zona intorno a Mayak, ma la radioattività viene diluita enormemente attraverso distanze così vaste, e questo naturalmente riduce molto i rischi qui in Europa occidentale".

Ma se la causa non è un incidente nucleare, da dove potrebbe arrivare l'isotopo incriminato? Forse da materiale ospedaliero mandato al riciclo dimenticando di estrarre la parte radioattiva, dice Van De Putte: "Il rutenio 106 è usato per lo più nel settore medico, nella cura del cancro, e una delle ipotesi è che potrebbe trattarsi di un macchinario fuso in un'unità di riciclo del metallo, per esempio. Questo è uno dei percorsi possibili per una fuga così imponente di rutenio".