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Siemens sopprime 7000 posti

Il gruppo ridimensiona la propria branca energetica

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Siemens sopprime 7000 posti

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Circa 7000 posti soppressi a partire dal 2020. La metà in Germania. È l’annuncio di Siemens che ha fatto infuriare i sindacati, ma che probabilmente farà lievitare i valore del titolo in borsa. Il gigante tedesco ha deciso quindi di ristrutturare la propria branca energetica.

Non è però la prima volta che il gruppo di Monaco di Baviera attua misure di lacrime e sangue. Già nel 2013 l’azienda aveva deciso di tagliare posti di lavoro sempre nel dipartimento energia. All’epoca la motivazione era stata l’aumento dell’impegno nelle energie rinnovabili che avevano eroso importanti fette di mercato.

Alla Siemens affermano di voler ridistribuire e assorbire chi vedrà la propria posizione soppressa senza licenziamenti. I sindacati hanno risposto che adotteranno forme di resistenza creativa come il rifiuto di effettuare ore di straordinario. Siemens ha ceduto le reti telecom e la sezione elettrodomestici ma anche commesso errori come lo scommettere sull’eolico partito benissimo, ma poi crollato come comparto nel corso del tempo. Siemens è stata dunque accusata di essere diventata una holding quotata in borsa e non più un complesso industriale.