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Armi chimiche in Siria: nessun accordo all'Onu su prolungamento indagini

La Russia ha posto il veto per la decima volta dall'inizio del conflitto in Siria nel 2011.

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Armi chimiche in Siria: nessun accordo all'Onu su prolungamento indagini

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Mancata intesa al consiglio di Sicurezza sul prolungamento dell’inchiesta sull’uso delle armi chimiche in Siria. Non sono stati approvati né il testo statunitense né quello russo. Mosca ha posto per la decima volta il veto sull’azione internazionale in Siria dall’inizio del conflitto nel 2011.

Un progetto di risoluzione giapponese chiede di prolungare di 30 giorni il mandato degli investigatori che scade oggi per poter trovare un compromesso.

“La Russia ha ucciso il meccanismo investigativo congiunto che ha il sostegno schiacciante di questo Consiglio” ha tuonato l’ambasciatrice statunitense all’Onu Nikki Haley. “Eliminando la nostra capacità di identificare chi attacca la Russia indebolisce la nostra capacità di impedire futuri attacchi. Con le azioni odierne della Russia Assad e l’Isis non saranno più messi in guardia per l’uso di armi chimiche”.

Mosca, alleata di Damasco, denuncia lacune e testimonianze dubbiose nel lavoro degli investigatori internazionali.

“Alcuni membri del consiglio rifiutano di sostenere la nostra bozza e adesso hanno la piena responsabilità della fine dei lavori del meccanismo investigativo congiunto” ha affermato l’ambasciatore russo all’Onu Vassily Nebenzia. “Questo dimostra che per loro la vera priorità è la febbre anti-Damasco, hanno manipolato il meccanismo per i propri fini”.

La Russia chiedeva il congelamento del rapporto sulla responsabilità del regime di Assad nell’attacco al gas sarin di Khan Skeikoun, nella provincia di Idlib, ad aprile.