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Doping, secondo Wada la Russia non collabora

La Russia rischia di non partecipare ai giochi olimpici invernali

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Doping, secondo Wada la Russia non collabora

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Due parole che confermano la discesa agli inferi dello sport russo: «non-compliant». L’agenzia antidoping russa, due anni dopo lo scandalo delle provette truccate resta «non conforme» agli standard di trasparenza, correttezza ed efficacia nella lotta al doping stabiliti dalla Wada, l’agenzia mondiale antidoping.

La decisione rende difficile la partecipazione dei russi ai Giochi invernali in Corea del Sud l’anno prossimo. La decisione definitiva sarà presa dal Comitato Olimpico il prossimo 5/6 dicembre.

Così il presidente Wada: “Abbiamo un problema che è uscito da un documento della nostra commissione. La commissione russa antidoping ha rispettato alcune nostre richieste, ma ci sono ancora un paio di punti che restano inevasi”.

Esiste anche il rischio che il Cio possa annulare una direttiva della Wada. In quel caso sarebbe una spaccatura senza precedenti fra le due entità.

A influire anche una grande quantità di documenti che sono finiti in mano alla Wada lo scorso 31 ottobre. I documenti erano arrrivatiin forma anonima ma si sono dimostrati autentici. E ora dallo sportivo si passa al politico perché Mosca non ci sta e non ammette le proprie responsabilita. Che secondo la Wada restano nette. Il ministro dello sport russo: “Si sono comportati come giudici che non hanno voluto ascoltare molti punti, senza appello o discussione”.

Aggiunge il presidente del comitato ollimpico russo: “Non credo che questa decisione dovrebbe in alcun modo impedire la partecipazione dei nostri atleti che sono continuamente monitorati da ispettori stranieri prima di ogni torneo”.

Affermazioni smentite dalla Wada che risponde: i russi continuano a non collaborare e i dati dei controlli e i campioni biologici vengono inviati solo sporadicamente agli organi internazionali di controllo