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Zimbabwe: intervengono i militari, ma "non è colpo di Stato"

L'esercito afferma di avere come obiettivo "criminali" vicini al presidente Mugabe e che il presidente e i suoi familiari sono sani e salvi.

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Zimbabwe: intervengono i militari, ma "non è colpo di Stato"

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“Siamo intervenuti contro criminali vicini al presidente Robert Mugabe e non è un colpo di Stato”, assicurano i militari che hanno preso il potere nello Zimbabwe.

Intanto sono bloccate le strade nei dintorni degli uffici del governo, del parlamento e delle sedi giudiziarie nella capitale Harare.

Con un comunicato letto alla tv nazionale il maggiore generale Sibusiso Moyo sostiene che l’unico obiettivo sono criminali che causano sofferenze sociali ed economiche alla popolazione e che una volta compiuta la missione dell’esercito la situazione tornerà alla normalità: “Vogliamo garantire alla nazione che sua eccellenza il presidente della repubblica dello Zimbabwe e comandante in capo
delle forze armate Robert Mugabe e la sua famiglia sono sani e salvi e che la loro sicurezza è garantita”.

L’esercito è intervenuto in piena crisi fra il capo dello Stato e quello delle dell’esercito Constantino Chiwenga che aveva criticato
la destituzione del vicepresidente Emmerson Mnangagwa, considerato potenziale successore di Mugabe, e le purghe interne all’Unione Nazionale Africana, il partito del presidente. L’opposizione ha affermato di augurarsi una democratizzazione della nazione.