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Quelli che... Italia-Svezia, dieci reazioni tipiche da fine del Mond(iale)

Dalla caccia al capro espiatorio al boicottaggio, passando per la critica all'arbitro e il classico dei classici: "andate a lavorare". Come hanno reagito gli italiani alla prospettiva di una drammatica estate senza Azzurri ai Mondiali.

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Quelli che... Italia-Svezia, dieci reazioni tipiche da fine del Mond(iale)

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Il giorno dopo la cocente disfatta della mancata qualificazione mondiale, il clima sui social network italiani oscilla tra il bollente ed il rovente. A poche ore dal fischio finale, quando ancora la ferita è aperta e il lutto non del tutto metabolizzato (lo sarà mai?), il campionario di reazioni è alquanto variegato ma riconducibile ad alcune ben definite tipologie comportamentali. Con una buona approssimazione, possiamo tentare di abbozzarne una sintesi. Ci sono:

  • Quelli che… fanno partire la caccia al colpevole e ne chiedono la testa. Lo fanno politici:


giornalisti e commentatori:



e milioni di italiani, esterefatti per la mancata assunzione di responsabilità immediata dopo il fischio finale da parte dei vertici calcistici:


  • Quelli che… iniziano a realizzare quanto vuota sarà la prossima estate.


  • Quelli che… la buttano sulla politica, della serie: “può sempre andare peggio”



  • Quelli che… se la prendono con l’arbitro e gli avversari (che, per parte loro, non fanno nulla per passare inosservati):




(Ikea comunque ha mostrato una buona dose di ironia sui social network…)



  • Quelli che… lanciano subito l’appello al boicottaggio.



  • Quelli che… nostalgia canaglia.



  • Quelli che… “e ora finalmente è la volta buona che facciamo la rivoluzione”. Perché l’ironia è sempre l’arma migliore.





  • Quelli che… non dimenticano.


  • Quelli che… rispolverano il grande classico del sentimento popolare nostrano: “andate a lavorare”.


(variante sul tema: Ibiza o Formentera sono già in pre-allerta)


  • Quelli che… devono dire la propria, sempre e comunque.