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Eurodeputati alle prese con il partenariato orientale

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Eurodeputati alle prese con il partenariato orientale

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Manca poco al vertice sul parternariato orientale del 24 novembre a Bruxelles, dove per la prima volta è stato invitato il leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko, chiamato anche l’ultimo dittatore d’Europa. Mercoledi gli eurodeputati voteranno una risoluzione che contiene proposte per l’avvicinamento tra l’Unione europea e i sei paesi del vicinato a Est. L’invito a Lukashenko ha suscitato diverse reazioni.
“E’ sempre meglio parlare, diamogli una possibilità. Cio’ detto, sono comunque rimasta sconvolta quando solo poche settimane prima del vertice a Bruxelles ho saputo che il leader principale dell’opposizione è stato arrestato a Minsk”, ammette Rebecca Harms dei Verdi.
Gli eurodeputati propongono di creare un fondo fiduciario per aiutare Ucraina, Moldova e la Georgia ad accelerare le riforme ed entrare più velocemente nella fase di transizione in vista di una futura adesione all’UE. Una eventualità temuta da Mosca che guarda con diffidenza l’allargamento dell’Unione europea a Est.
“Capisco che il Cremlino non ami la nostra politica di partenariato orientale, ma penso che sia un atteggiamento sbagliato “, sostiene la deputata lituana Laima Andrikiene.
A rendere necessario ma difficile il processo di avvicinamento tra il blocco comunitario e il vicinato orientale è l’influenza russa nel conflitto in Ucraina, nonché l’annessione della Crimea da parte di Mosca.