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2017, annus horribilis per il vino in Italia, Francia e Spagna

Nell'Unione europea fenomeni meteorologici eccezionali, dal gelo alla siccità, hanno influenzato significativamente la produzione di vino 2017, che è particolarmente bassa. La vendemmia sarà inferiore del 15% rispetto ai livelli dello scorso anno

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2017, annus horribilis per il vino in Italia, Francia e Spagna

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La produzione mondiale di vino nel 2017 toccherà uno dei punti più bassi della storia, secondo stime dell’ Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino. L’OIV, con sede a Parigi, stima che volumi così piccoli non si vedevano da almeno 50 anni a questa parte. Nel dettaglio, la produzione mondiale di vino potrebbe passare da 268,8 a 246,7 milioni di ettolitri, in calo dell’ 8,2% rispetto al 2016. Il calo sarà particolarmente evidente in Europa occidentale dopo le condizioni meteorologiche avverse di quest’anno.

Europa, la più colpita
Il periodo di secca avrà conseguenze più problematiche per i grandi produttori mondiali di vino. La produzione è diminuita del 23% in Italia, del 19% in Francia e del 15% in Spagna. Complessivamente, questi tre paesi presentano un deficit di oltre 25 milioni di ettolitri (Mhl) rispetto al 2016. I fattori climatici come le ondate di calore in Spagna, il gelo in Italia e la grandine in Francia hanno contribuito ad una crescita debole nel 2017, senza dimenticare il primo fattore: una siccità generalizzata.

Il Portogallo (6,6 Mhl), la Romania (5,3 Mhl), l’Ungheria (2,9 Mhl) e l’Austria (2,4 Mhl) sono i soli paesi ad aver conosciuto un incremento rispetto al 2016. In Francia, mentre alcuni vigneti hanno resistito meglio, altri hanno sofferto particolarmente come quelli di Bordeaux, dove quasi la metà delle uve non ha raggiunto la maturità. Praticamente tutti i terrori hanno visto un declino produttivo, tranne la Borgogna, che ha retto meglio.

Il resto del mondo
Nei principali paesi produttori al di fuori dell’UE il livello di produzione vinificata 2017 si mostra abbastanza stabile. Gli Stati Uniti d’America, con 23,3 Mhl (-1% rispetto al 2016), conoscono per il secondo anno consecutivo un livello di produzione elevato, senza però raggiungere quello record del 2013. Rimane però un’incognita: la stima indicata per la produzione di vini si basa sulla previsione della produzione di uva dell’USDA, in particolare di quella da vino, che risale ad agosto 2017 e che non tiene conto delle eventuali conseguenze degli grandi incendi avvenuti di recente (ottobre 2017) in California.

Negli Stati Uniti, le stime dell’OIV dovranno essere riviste una volta calcolate le conseguenze degli incendi scoppiati nelle regioni vinicole di Sonoma e Napa. Alcuni viticoltori hanno stimato che gran parte del raccolto 2017 possa essere compromesso.

Il Sudafrica, con 10,8 Mhl, ha registrato un leggero aumento della produzione. In Australia, la produzione locale è aumentata del 6%, passando da 13,1 a 13,9 Mhl. La Nuova Zelanda ha registrato un calo del 9% (da 2,9 a 3,1 Mhl). L’America del Sud era stata fortemente colpita nel 2016 da El Niño, in particolare a causa delle intense precipitazioni. Nel 2017 le produzioni di vino si mostrano fondamentalmente in crescita rispetto al 2016 e ciò malgrado le
temperature piuttosto basse di fine 2016. In Argentina la produzione 2017 dovrebbe toccare i 11,8 Mhl, pari a un aumento del 25% rispetto al 2016.

Il consumo rimane stabile
Per quanto riguarda il consumo mondiale di vino nel 2017, l’ OIV, che non ha cifre definitive per quest’ anno, stima che si attesterà tra i 240,5 milioni di ettolitri e i 245,8 Mhl. In base a tale stima, il consumo resterebbe pari o addirittura leggermente superiore a quello dello scorso anno.