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Nucleare, Hulot fa marcia indietro

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Nucleare, Hulot fa marcia indietro

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Preso tra due fuochi, Nicola Hulot indietreggia sul nucleare.

Malgrado il naso storto degli ecologisti e dei membri della sua stessa Fondazione, il ministro per la transizione energetica francese deve rivedere il progetto di ridurre la quota di nucleare nella produzione di elettricità entro il 2025.

L’obiettivo di riportare entro questa data ad un tetto del 50% la produzione elettrica del parco nucleare, che oggi produce il 73% dell’energia d’oltralpe comporterebbe uno sforamento degli altri obiettivi climatici
dell’esagono, ha spiegato il ministro.

Non ha dato una nuova data, ma l’orizzonte si allunga fino al 2035.


Accusato di servire da cauzione ecologica per il governo, Nicolas Hulot, figura di spicco mondiale per la cuasa ambientalista, smentisce i rumors su sue eventuali dimissioni, precisando che malgrado il negoziato con il ministero dell’economia, non basta chiamarsi Hulot per aprire i cordoni della borsa.


Si dà piuttosto un anno di tempo per valutare i progressi e capire se ci sia stata una svolta nella dinamica energetica.

Lo scorso Luglio, Nicolas Hulot annunciava la dismissione di 17 reattori nucleari entro il 2025.

Un obiettivo ambizioso. Entro la fine del quinquennio di Macron è sicura la solo chiusura dei due reattori di Fessenheim.


Ad oggi in Francia ci sono 58 reattori dislocati in 19 centrali su tutto il territorio.