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Marcia dei sindaci catalani: in 200 a Bruxelles a favore dell'indipendenza

Puigdemont accolto al Bozar a Bruxelles da una folla di sindaci catalani pro-indipendentisti

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Marcia dei sindaci catalani: in 200 a Bruxelles a favore dell'indipendenza

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“Uniti contro Madrid”, con questo messaggio lanciato martedi dal palco del Bozar a Bruxelles, Puigdemont ha esortato le forze indipendentiste catalane a sigillare un patto per sconfiggere il governo centrale nelle elezioni della regione, previste per il 21 dicembre. Sottoposto a libertà controllata nella capitale belga, il leader si è poi rivolto direttamente ai dirigenti europei: “Signor Juncker, signor Tajani – ha tuonato – accetterete il risultato delle elezioni in Catalogna oppure no? Perché se i catalani continueranno a sostenere il govern, il parlamento e la scelta democratica di diventare uno stato indipendente sarete capaci di disconoscere questo risultato? “
Il braccio di ferro con Barcellona e l’uso della forza da parte del governo di Madrid hanno fatto riemergere di un sentimento anti-spagnolo in tutta la regione. Martedi 200 Sindaci catalani si sono recati a Bruxelles per intraprendere una simbolica marcia a sostegno della indipendenza della Catalogna ed esercitare pressione sulle istituzioni europee.
“Abbiamo bisogno che l’Europa ci ascolti – afferma il sindaco di Sabadell- e che dica allo Stato spagnolo basta, che non può più fare altro se non lasciare la Catalogna libera di autodeterminarsi, di governarsi e di decidere cosa vuole essere”.
Ma nel frattempo, a pochi passi, l’associazione degli imprenditori catalani incontrava gli eurodeputati per denunciare gli effetti negativi del referendum sull’economia della Catalogna. Come spiega il suo vicepresidente, Carlos Rivadulla, sono più di 2000 le imprese che hanno abbandonato la regione per stabilirsi altrove.
“Stiamo vivendo un momento di paralisi: l’economia è in stallo e non possiamo andare avanti così. Non possiamo avere un governo antidemocratico e irresponsabile come quello regionale, che si è dichiarato al di sopra della legge. In definitiva il nazionalismo e il populismo danneggiano l’economia”.