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"Puigdemont? L'arresto in Belgio non è scontato", spiega un procuratore

Il caso è complicato dal fatto che Belgio e Spagna non intendono alla stessa maniera il reato di ribellione. Parla Viada, procuratore della Corte suprema spagnola.

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"Puigdemont? L'arresto in Belgio non è scontato", spiega un procuratore

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Nei confronti dell’ex presidente della Catalogna Carles Puigdemont, secondo quanto dice il suo avvocato, è stato spiccato un mandato di arresto europeo. Euronews ha intervistato Salvador Viada, procuratore della Corte suprema spagnola, che spiega come funziona questo meccanismo, attivo in tutti gli Stati membri.
“Conosciamo accettiamo e consideriamo come proprie le azioni intraprese dai tribunali degli altri Paesi dell’Unione europea e loro fanno lo stesso con noi. Così quando un giudice spicca un mandato di arresto per una persona che si trova nell’Unione europea, scatta questo meccanismo e in un breve lasso di tempo, stabilito dalla normativa, la procedura si conclude: si tratta di sessanta giorni, prorogabili di un mese”.
In questo caso però la questione è complicata dal fatto che il reato di ribellione per cui è perseguito Puigdemont è inteso diversamente in Belgio e in Spagna. E se un imputato teme per la violazione dei suoi diritti fondamentali in patria, allora potrebbe non essere espatriato, come è avvenuto proprio tra Belgio e Spagna per alcuni membri dell’ETA.
Viada: “Ci sono una serie di accuse che possono essere gestite in maniera immediata ma in altre circostanze si parla di delitti che non danno seguito, per così dire, alla consegna immediata; quindi bisogna paragonarli con la normativa nazionale belga per capire se c‘è un suo corrispettivo o no, se il delitto per cui si chiede l’arresto esiste anche in Belgio, in qualche maniera. In termini di operatività in generale il meccanismo funziona perché c‘è fiducia trattandosi di Stati di diritto”.