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Estonia: fare impresa è un gioco da ragazzi

A Tartu, in Estonia, si punta sul divertimento per incentivare l'imprenditoria tra i giovanissimi

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Estonia: fare impresa è un gioco da ragazzi

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Fare impresa è un gioco da ragazzi? In un villaggo dell’Estonia, un’azienda ha puntato tutto sul divertimento per incentivare l’imprenditoria tra i giovanissimi.

Fare impresa: imparare le regole divertendosi

  • I premi europei per la promozione d’imprese (EEPA) identificano e riconoscono quelle iniziative e quei progetti che promuovono in UE l’imprenditoria e le PMI a livello nazionale, regionale e locale.
  • Dal 2006, oltre 3.400 progetti hanno partecipato a questa competizione. Un progetto che ha incentivato la creazione di migliaia di nuove imprese.
  • Solo il 37% degli europei decide di lanciarsi nel mondo dell’imprenditoria, contro il 51% degli americani.
  • I giovani con una formazione imprenditoriale sono cinque volte più propensi ad avviare delle proprie aziende o società.
  • “Enterprise Village” è un gioco di ruolo estone per insegnare il modo di fare impresa ai bambini e ai ragazzi tra i 5 e i 18 anni. Aiuta i giovani a saperne di più sul mondo dell’imprenditoria, incentivandoli ad avviare delle loro attività in futuro.

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C‘è solo un piccolo particolare: appena più di un terzo degli europei sogna di diventare imprenditore contro oltre la metà degli americani o dei cinese. Perché questa reticenza? Secondo l’imprenditore locale Mehis Pärn forse perché non fa parte della nostra cultura. “È sempre stato più facile lavorare come impiegato piuttosto che avviare una propria attività. Ha funzionato bene per gli europei, ma ora le cose stanno cambiando.”

Enterprise Village: imparare a fare business divertendosi

Pärn ha ideato a Tartu il Villaggio dell’imprenditoria. Attraverso i giochi di società, bimbi e ragazzi tra i 5 e i 18 anni, familiarizzano con le problematiche degli imprenditori di oggi. Una consapevolezza che dovrebbe dare maggiori probabilità di intraprendere questa professione. E poi il metodo è molto singolare. “Grazie a questi giochi, i bambini sviluppano le loro competenze, le capacità di comunicazione, possono vedere come i soldi entrano e escono dalla vita quotidiana. Cose che purtroppo non si insegnano a scuola”, ci spiega Rainer Tonnis, professore alla “Peetri Kool”.

Avviato circa un anno fa, il Villaggio dell’Imprenditoria vanta oltre 2.500 tra studenti e insegnanti. Questi ultimi, come i ragazzini, imparano dai loro errori durante i giochi. Con risultati che poi condividono con le altre classi. “Questa formazione mi ha dato un’idea: vorrei organizzare una settimana di training dedicata all’imprenditoria. E suggerisco che gli studenti visitino il villaggio Entreprise”, sottolinea Maris Piiroja, Insegnante di arte presso il Liceo Järva-Jaani

Il prezzo per frequentare le lezioni è di 375 euro l’anno. Le classi sono formate da circa 12-15 studenti che, oltre alle calssiche lezioni, possono frequentare seminari di marketing ed economia. Inoltre vengono simulati, atraverso giochi di ruolo, situazioni imprenditoriali vere e proprie. I giocatori-studenti devono svolgere compiti che richiedono creatività, collaborazione con altri ragazzi, utilizzando conoscenze e abilità imprenditoriali, finanziarie ed economiche. Sperimentando e analizzare i loro fallimenti e i loro successi.

Giochi di ruolo per imparare le regole del fare impresa

La nuova economia porta nuovi modelli di business e innovazioni più rapide. Lavoro freelance, consumo collaborativo, svariate carriere nella vita sono destinate a durare. Le persone e le aziende devono essere preparate, tutto cambia nel tempo. L’Enterprise Village è una delle iniziative in lizza ai Premi europei per la promozione dell’imprenditoria, che saranno presentati il 24 novembre a Tallin. In undici anni, questa competizione ha messo in evidenza centinaia di progetti che incoraggiano l’impresa. Secondo Mehis Pärn è importante essere un buon partner per le scuole, perché sanno già che devono cambiare il modo di insegnamento, ma in realtà non sanno come fare. Sono ancora molto conservatrici, bisogna essere molto pazienti con loro.

Secondo un’indagine ‘AGER 2016 quasi la metà (49%) degli estoni ha dichiarato di voler avviare una propria attività, allo stesso tempo solo il 16% ha le competenze e le conoscenze necessarie per farlo.