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Più potere alle donne contro terrorismo e radicalizzazione

Forum di Crans Montana: leadership al femminile contro radicalizzazione giovanile e migrazioni clandestine

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Più potere alle donne contro terrorismo e radicalizzazione

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Più potere alle donne per combattere terrorismo e radicalizzazione

Sono fondamentali nella lotta contro la radicalizzazione giovanile e nella gestione irregolare delle migrazioni. Parliamo di donne. Per proteggere le vittime e favorire la leadership femminile, al Forum di Crans Montana a Bruxelles si è tenuto un dibattito promosso dall’African Women Initiative.

Secondo l’Alto Commissariato per i rifugiati dell’ONU, donne e bambini costituiscono quasi il 60 per cento degli immigrati e sono i soggetti maggiormente a rischio di sfruttamento e violenza. Senza contare che circa il 90% di questi bimbi sono minori non accompagnati. Uno dei paesi più toccati dal fenomeno immigrazione è l’Italia, come ha sottolineato anche la Vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta: “Abbiamo adottato un programma speciale per i bimbi, per cercare di integrarli o per facilitare le adozioni da parte delle famiglie, aiutarli nell’istruzione, e inserirli a scuola.”

La situazione resta tuttavia drammatica, specie se si tratta di donne e bambini provenienti da gruppi etnici minori, iracheni o siriani, nel mirino dell’ISIS. Una tra tante Lamia Hajib Bachar, sopravvissuta ad abusi sessuali, e vincitrice nel 2016 del Premio Sacharov. Purtroppo più di 3000 donne sono ancora schiave dei jihadisti. “La situazione dei rifugiati Yezidi è molto grave, soprattutto quelli situati in Iraq, e finora non è stato fatto alcun passo per aiutarli e proteggerli”, ha sottolineato la Bachar.

Durante il Forum, molti esperti hanno chiesto maggiori investimenti per poter aiutare le donne, puntando su leadership femminile e sviluppo economico. Maggior potere e maggiori risorse per combattere la radicalizzazione giovanile in famiglia e a scuola. Hajbouha Zoubeir ha dato un contributo importante con la sua fondazione nel sud del Marocco. “La fondazione e il nostro Forum mirano a sviluppare e a contribuire al miglioramento della situazione dei giovani attraverso la ricerca e lo sviluppo, ma anche tramite la la formazione, l’istruzione, maggiori risorse per le start up, un aiuto per i giovani e per tutta l’Africa sub-sahariana. “

Una sfida anche per l’Unione Europea. Da un lato Bruxelles dovrà promuovere parternariati con i paesi in via di sviluppo in modo da creare posti di lavoro locali. Dall’altro lato, dovrà puntare sulla creazione di nuove norme giuridiche per l’UE, vale a dire un nuovo regime di restringimento con almeno 500 000 posti per persone particolarmente vulnerabili che necessitano di protezione internazionale.