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Ayers Rock: dal 2019 stop alle scalate

Il massiccio, icona dell'outback australiano é considerato luogo sacro dagli aborigeni che lo vogliono proteggere

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Ayers Rock: dal 2019 stop alle scalate

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Dall’ottobre 2019, non sarà più possibile arrampicarsi sull’Uluru, meglio conosciuta come Ayers Rock, massicicio roccioso alto 348 metri e principale attrazione turistica australiana nel territorio del nord. La colorazione rossa ben distinguinbile da lontano che muta a seconda delle stagioni e delle ore, l’ha resa un’icona del contiente. La storia si’interseca con quella delle popolazioni aborigene locali, che l’hanno ribattezzato “Uluru”, parola che si pensi derivi da “ulerenye”, che significa “strano”.

Un luogo denso di misteri, da sempre associato alla mitologia dell’“era del sogno” dreamtime, con la quale le popolazioni indigene spiegavano la formazione di gran parte della caratteristiche geografiche del territorio. Il blocco di pietra, attualmente patrimonio dell’Unesco, fa parte del Parco nazionale Uluru-Kata Tjuta ed è per gran parte sotterraneo. La struttura infatti si estende per circa 7 km sotto il livello del suolo.

Dal 1985 gli aborigeni, che in quell’anno ne hanno riconquistato la proprietà dal governo australiano, chiedevano che il sito, considerato luogo sacro, venisse protetto. Una decisione presa dai direttori del parco naturale a causa della diminuzione progressiva del numero degli scalatori della roccia, nel corso degli ultimi 6 anni. All’origine della scelta ci sarebbero anche motivi si sicurezza. Arrampicarsi sulla roccia è molto difficile, sia perchè il cammino è molto ripido, ma anche perchè le condizioni climatiche sono molto ostili, tra forte vento ed alte temperature.