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Kurdistan iracheno indipendente: le speranze infrante degli espatriati

Un mese dopo il referendum, le forti spacature interne ai partiti curdi e l'opposizione sia di Baghdad che della comunità internazionale fanno venire meno i presupposti per l'indipendenza della regione

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Kurdistan iracheno indipendente: le speranze infrante degli espatriati

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Si spegne la speranza per un Kurdistan indipendente: ad un mese dal referendum, le dimissioni del presidente delle tre provincie autonomie dell’Iraq Masoud Barzani e la dura opposizione di Baghdad fanno venire meno i sogni di molti curdi iracheni, come la famiglia si Suzan, partita dal Belgio per votare
“Abbiamo perso il Kirkuk e abbiamo perso molto, inoltre sussiste una frattura tra la politica e i partiti in Kurdistan. In più gli Stati Uniti appoggiano il governo federale iracheno, quindi non so se verranno passi avanti “, spiega.
Ad ostacolare il referendum hanno contribuito poteri regionali come Iran e Turchia, ma anche Stati Uniti e Unione europea, che ne hanno disconosciuto i risultati. Per Marc Pierini di Carnegie Europe è necessario lavorare per trovare un buon accordo. “Quello che è più importante è il tipo di l’accordo che verrà concluso per la ripartizione delle risorse, che sono sempre state al centro della controversia. Credo che si possa ragionevolmente sperare in un accordo. Ovviamente adesso è più difficile per i curdi rispetto a prima del referendum, ma può essere raggiunto senza violenza e senza interferenze esterne”.