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Polemica sull'ipotesi di asilo per l'ex Presidente di Catalogna

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Polemica sull'ipotesi di asilo per l'ex Presidente di Catalogna

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In una Spagna che è ostaggio di sè stessa la via delle nuove elezioni in Catalogna rappresenta un’ incognita.
Carles Puigdemont, il destituito presidente della piu’ potente regione iberica, è entrato in un terreno minato: si presenterà alle elezioni di dicembre? La giustizia spagnola lo farà arrestare?

Tutta l’Europa tiene i riflettori accesi su Barcellona: il ministro belga Theo Francken, membro dell’Alleanza Neo-Fiamminga Nva, ha evocato l’ipotesi di un esilio politico di Puigdemont in Belgio. La cosa ha fatto infuriare il portavoce del Partito popolare spagnolo Esteban Gonzalez Pons, che l’ha bollata come “inaccettabile”.

THEO FRANCKEN, Segretario di Stato all’asilo e la migrazione: “Non è una cosa irrealistica…se vediamo la situazione istantanea, le pene detentive e la repressione di Madrid e le sentenze al carcere che sono state sbandierate. Allora la questione è: se qualcuno in questa situazione ha garanzie di un processo equo”.

Il premier belga Charles Michel ha affermato che l’ipotesi di concedere asilo politico al presidente catalano destituito “non è assolutamente all’ordine del giorno” bacchettando implicitamente il suo ministro accusato di gettare bezina sul fuoco. L’idea non convince nemmeno gli esperti del diritto europeo visto che il diritto di asilo non è ammissibile fra i paesi memebri dell’Unione Europea visto che si tratta di paesi che non perseguitano i loro cittadini ai quali si chiede pero’ il rispetto delle leggi.

Philippe De Bruycker, Docente di Diritto presso la LIbera Università di Bruxelles:
“In questo si è previsto una eccezione che sarebbe stata amplificata su domanda del Belgio: ogni stato membro puo’ decidere di esaminare una domanda di asilo e se lo fa si parte del principio che la domanda non sia fondata perchè nell’Unione Europea ci sono regimi democratici. Secondariamente se il Belgio decidesse di esaminare questa domanda dovrebbe avvertire immediatamente il Consiglio Europeo. Si tratterebbe di una decisione politica con conseguenze molto gravi”.